Celiachia e cosmesi

Attenzione alla cattiva informazione!

Cosmetici (incluso burro di cacao e rossetto) e Detergenti (incluso dentifricio e colluttorio) NON sono prodotti che possono arrecare danno al celiaco. Possono essere utilizzati con tranquillità!

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A dirlo non sono solo io ma sopratutto è l’Associazione Italiana Celiachia, che inoltre aggiunge: AIC è fermamente contraria all’uso di indicazioni inerenti l’idoneità al celiaco o l’assenza di glutine relative a prodotti non alimentari come cosmetici, detergenti o simili e non intende ovviamente concedere l’uso del logo di propria proprietà Spiga Barrata per questo tipo di prodotti, per cui perseguirà eventuali abusi (fonte: Cosmetici e Detergenti).

Prendo spunto per ricordare la relazione tra celiachia e cosmesi da una notizia che ho letto proprio questa mattina: Celiachia: anche i cosmetici devono essere gluten-free. La celiachia è un’intolleranza alimentare che ha come organo bersaglio l’intestino tenue e la presenza di glutine in cosmetici, detergenti o altri prodotti che possano venire a contatto con la pelle o le mucose, come anche quelle della bocca, non comporta alcun rischio per i celiaci. Nessuno mangia rossetto, burro di cacao, dentifricio o colluttorio……

A questo aggiungiamo anche che l’etichettatura per il celiaco non è mai garanzia di assenza di glutine. Il celiaco sa di non poter far spesa in autonomia ma di dover sempre far riferimento ai due loghi (Spiga Barrata o Autorizzazione Ministeriale) e/o al Prontuario degli Alimenti costantemente aggiornato da AIC.

Aggiungi un sito!

L’elenco dei preferiti si allunga.Vi propongo un nuovo sito interamente dedicato alla sensibilità al glutine: glutensensitive!

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L’11 febbraio 2011 è la data storica in cui la First consensus Conference on gluten sensitivity tenutasi a Londra, partendo dalle evidenze cliniche ha definito in modo univoco la nuova identità clinica della sensibilità al glutine. I componenti del Dr Schar Istitute insieme ad altri esperti di fama internazionale, ne hanno elaborato la definizione, i sintomi e l’iter diagnostico. Ora tutto questo è disponibile sul sito appositamente studiato.

Un sito agevole ed organizzato in 4 sezioni principali:
sensibilità al glutine – è tempo di conoscerla
la parola a voi! – chi può parlarne meglio?
la linea senza glutine
dubbi? domande? – chiedi subito agli esperti.

C’è anche un semplice questionario con 6 domande per capire se si è sensibili al glutine. Prova a farlo!

Not only gluten free mounthly

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Eccoci alla nostra rassegna mensile!

- Menù della settimana – una nuova sezione dedicata alla cucina gluten free;
- celiachia e dieta mediterranea senza glutine – il primo libro in lingua italiana interamente dedicato alla alimentazione gluten free e non solo…..; la sua prima recensione!
- allergie, intolleranze… prima stima dell’Aaito – prima stima sistematica delle allergie alimentari;
- pane nostrum – manifestazione dedicata al pane;
- celiachia e gluten sensitivity – primi dati;
- documento ESPEGHAN: nuove linee guida per la diagnosi di celiachia – non più biopsia….;
- la notte dei ricercatori – una iniziativa per promuovere la ricerca… una sezione dedicata a “Innovazione biotecnologica nel settore degli alimenti gluten-free”.

Allergie, intolleranze… prima stima dell’Aaito

Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo, era questo il motto con il quale Ippocrate spiegava l’intuizione avuta sull’esistenza di un legame tra ciò che si mangia e lo stato di salute. Oggi, grazie ai numerosi studi in campo biochimico, molecolare, genetico ed epidemiologico sappiamo molto di più sulle reali correlazione tra alcuni componenti degli alimenti e le patologie cronico degenerative. In particolare molta attenzione ora c’è verso le cosidette reazione avverse al cibo: allergie ed intolleranze. Queste infatti a tutt’oggi pongono numerosi interrogativi sui meccanismi eziopatogenetici e sopratutto sono i dati epidemiologici a spaventare: il numero delle persone colpite sono in crescente aumento nella popolazione italiana e mondiale. Questo era il quadro nel 2010!

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Proprio in questi giorni l’Associazione allergologi italiani territoriali e ospedalieri (Aaito) ha pubblicato su Clinical and Experimental Allergy per la prima volta la stima sistematica delle allergie alimentari. I ricercatori hanno analizzato la storia clinica di 25.000 adulti che si erano rivolti al medico pensando di avere un’allergia, ed hanno scoperto che più di mille di loro avevano realmente un’allergia alimentare.

Ecco qualche numero…..Diciassette milioni in tutta Europa. In Italia ci sono 1.500.000 adulti e 570.000 bambini che manifestano allergie alimentari con ricoveri, consumo di farmaci, diagnosi, giornate di scuola e lavoro perse in crescita costante. Queste non si manifestano solo con sintomi lievi (prurito e/o rinite), sono infatti in aumento i casi che finiscono al Pronto Soccorso per reazioni anafilattiche gravi. E ogni anno non meno di 40 persone muoiono per aver mangiato involontariamente l’alimento sbagliato, talvolta anche dopo aver preso tutte le precauzioni possibili.

E’ bene subito fare una precisazione: sempre più spesso sentiamo parlare di allergie e di intolleranze e a volte – spesso! – in modo poco corretto tanto da utilizzare i due termini come sinonimi. Seppur entrambe sono reazioni avverse al cibo hanno alla base meccanismi biomolecolari, gentici, manifestazioni (sintomi) e terapie completamente diversi. L’allergia è una reazione del sistema immunitario ad una sostanza ingerita e che riconosce come estranea (ad esempio allergia alla frutta secca, ai crostacei…). L’intolleranza è una reazione che vede il coinvolgimento del sistema immunitario ma è sopratutto dovuta all’incapacità da parte del soggetto di digerire molecole presenti in uno o più alimenti a causa della mancanza o malfunzionamento di enzimi specifici. Ad esempio chi è intollerante al latte in realtà ha un difetto di lattasi, l’enzima che scinde il lattosio – tipico zucchero del latte – nelle sue componenti di glucosio e galattosio. Qui qualche dettaglio in più!

Per aiutare medici e pazienti a fare chiarezza, poche settimane fa il National Institute of Allergy and Infectious Disease statunitense ha pubblicato Nuove Linee Guida, che dovrebbero permettere di fare chiarezza sia nella diagnosi che nella terapia e negli interventi in caso di emergenza. Altro documento molto atteso, è quello che farà chiarezza nel ginepraio di definizioni, test diagnostici, consigli, sintomi, rimedi che era emerso da una grande revisione sistematica pubblicata da qualche mese su Jama dai ricercatori dell’Università di Stanford che hanno analizzato migliaia di studi pubblicati tra il 1988 e il 2009.

A proposito di test diagnostici… non ci si deve affidare ai numerosi e stravaganti test non convalidati: i vega-test, il Dria-test, il Citotest, l’analisi del capello e quant’altro. “La loro affidabilità non è dimostrata e possono portare a errori anche gravi“, spiega Riccardo Asero, allergologo della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Milano) e coordinatore dello studio Aaito: “Si devono invece fare dosaggi degli anticorpi specifici nel siero e test cutanei per le allergie, eliminazioni controllate di alimenti e test di provocazione per le intolleranze e dosaggi di altri anticorpi in caso di celiachia. Solo dopo avere accertata la vera allergia si deve cercare un rimedio e soprattutto bisogna limitare o evitare – a seconda dei casi – l’alimento incriminato“.

Fonte: L’Espresso

Menù della settimana

… non è sempre facile decidere cosa preparare da mangiare per ben due volte al giorno: pranzo e cena! Perchè allora non dare una sbirciatina tra le circa 1000 ricette gluten free proposte da Mangiarbene in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia (AIC)?

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Mangiarbene, ben noto portale, oggi è entrato a fa parte del canale di Cucina di LeiWeb. Sono 3.500 le ricette che propone oltre un archivio di trucchi e segreti del gusto e del bon ton. Tutto organizzato in 7 sezioni e rubriche specifiche.

Qualche esempio? Marinate oppure lo Zodiaco goloso (ciò che mi suggerisce per questo mese…uhmmm però è senza glutine!) e le Ricette da cinema. Infine accanto a tutto ciò c’è anche una parte dedicata al beverage e alla salute!

Buona navigazione e …. se sperimentate qualcosa fateci sapere!

Not only gluten free monthly

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In questa raccolta ho raggruppato luglio ed agosto visto che durante il periodo di ferie la tastiera si è un po rallentata!

Celiachia e Rugby – occasione per riprendere il discorso della dieta senza glutine e la prerformance sportiva;
- celiachia e vacanze – presentazione dell’applicazione Free C Travel Kit;
- diadete tipo 2… tutta colpa delle bevande zuccherate – uno studio ha dimostrato l’aumentare del rischio di diabete tipo 2 con il consumo di bevande zuccherate;
- dall’UE nuove regole per le etichette alimentari ;
- una sana colazione..! – curiosando tra le etichette di qualche prodotto gluten free;
- il sorgo: un antico-nuovo cereale – analisi delle principali caratteristiche composizione del sorgo;
- novità per le etichette gluten-free: novità dall’Italia e dagli US sul valore soglia presente in etichetta;
- l’acqua un bene comune: la piramide dell’idratazione: idratarsi bene conoscendo le principali fonti di acqua;
- la celiachia va in spiaggia: simpatica iniziativa estiva!
- … si allunga l’elenco dei “grandi” sportivi gluten free: altri atleti si scoprono celiaci ed iniziano una dieta gluten free;
- …. quanta caffeina….: considerazioni sulla caffeina, principale componente del caffè;
- celiachia ed ipercolesterolemia: un recente lavoro suggerisce di inserire alcuni alimenti nella alimentazione quotidiana per il controllo del colesterolo.
- novità tra gli scaffali: sbirciando tra gli scaffali c’è sempre qualcosa di nuovo da conoscere meglio…

… si allunga l’elenco dei “grandi” sportivi gluten free

Ricordate quando, più o meno all’inizio dell’estate, avevamo parlato di grandi sportivi scoperti celiaci? Bene sembra che l’elenco sia destinato ad allungarsi infatti ecco altri atleti grazie alla dieta gluten free migliorano il loro stato di salute e la loro performance!

Dopo il tennista Nole Djokovic, il ciclista Vande Velde e il giocatore di rugby Martin Castrogiovanni ora si aggiungono altri due tennisti: Andy Murray e Sabine Lisicki.

Attenzione a leggere bene gli articoli… sono celiaci, pertanto trovano giovamento dalla dieta gluten free e non è, dunque la dieta gluten free a migliorare la prestazione fisica!!!

L’acqua un bene comune: la piramide dell’idratazione

L’acqua è un bene che accomuna tutti, è un prezioso ed essenziale nutriente – ovviamente gluten free – oltre che un fondamentale componente del corpo umano (un soggetto adulto è composto di acqua per il 60% del suo peso corporeo). H2O la sua formula chimica: una molecola semplice che interviene però in numerose funzioni e processi quali ad esempio la termoregolazione. Proprio in questi giorni, durante i quali l’Italia è invasa da una eccezionale ondata di caldo, stiamo sperimentando l’importanza e gli effetti benefici dell’acqua.

E’ fondamentale mantenere una buona idratazione, cioè garantire al nostro corpo una adeguata quantità di liquidi, infatti una perdita di circa il 2% del volume totale di acqua altera la termoregolazione; la perdita del 5% comporta il rischio di crampi e perdite maggiori risultano pericolose (malattia de calore) fino a diventare rischiose per la vita (colpo di calore e ipertermia). Per mantenere un corretto stato di idratazione è sempre necessario re-integrare le perdite di acqua (urine, respiratio insesinsibilis, sudore e feci) che in un soggetto adulto sano ammontano a circa 2-2.5 litri/die.

Come è possibile? Attraverso l’acqua contenuta negli alimenti solidi (500-900 ml) quali frutta, verdura…; l’acqua endogena generata durante le reazioni metaboliche (300 ml) e le bevande (800-1500 ml). Questi ultimi volumi possono variare in relazione a diversi fattori quali ad esempio la composizione corporea, l’età (in età pediatrica si raccomanda 1.5 ml/kcal/die), la temperatura, l’umidità ambientale, il livello di attività fisica (atleti che si sottopongono a sessioni di allenamento), gli stati febbbrili, i disordini gastroenterici…

Qual’è l’attuale consumo medio pro-capite/die di alimenti liquidi? Circa 1048.8 g/die così ripartiti:
139.9 g di latte/yogurt
196.4 g di acqua di rubinetto
452.2 g di acqua imbottigliata
122.8 g di caffè, infusi..
36.2 g di succhi di frutta
28.6 g di soft drink.

Ecco allora che esperti della nutrizione dopo aver elaborato la piramide degli alimenti (per il celiaco tradotta nella versione gluten free) oggi ci propongono la piramide dell’idratazione (in figura è riportata l’immagine non originale) con lo scopo di sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica e di tutti coloro che operano in campo sanitario riducendo al minimo gli effetti negativi di una scorretta idratazione. Hanno raccolto così – in una immagine ormai a noi familiare, quella della piramide – le indicazioni per individui adulti, sani e moderatamente attivi (almeno 30 minuti/die di attività fisica intensa moderata, 5 giorni/settimana).

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Come si legge? Cosa possiamo bere ogni giorno? Vediamolo insieme!

Nella Piramide esistono 7 livelli. Partendo dal basso troviamo ciò che possiamo/dobbiamo bere in grande quantità e dunque acqua (classificata dalla Direttiva n. 2009/54/CE). Il consumo minimo è di 5 bicchieri/die, cioè circa 1 L/die. Non è stata definita la massima quantità poichè casi di iponatriemia sono molto rari e riguardano spesso solo atleti che praticano attività di ultraendurance (triathlon, ultramaratone…). Il tipo di acqua (imbottigliata, naturale, gassata, di fonte, di rubinetto…) può essere scelta sulla base del gusto personale.

Salendo troviamo te – infusi e caffè decaffeinato il cui consumo raccomandato è pari a 0-3 bicchieri/die (0-600 ml) ovviamente senza aggiunta di zuccheri! Da notare che in questo livello sono stati contemplati gli infusi di orzo e caffè decaffeinato perchè non contenendo caffeina non comportano problemi per la salute come potrebbe accadere nel caso del caffè espresso e americano.

I livelli 3 e 4 vedono l’inserimento di due settori. Al livello 3 troviamo latte (di origine animale o vegetale) e spremute di frutta – centrifugati – succhi di frutta. L’indicazione di consumo è pari a 0-2 bicchieri/die (0-400 ml). Il livello 4 vede da un lato birra analcolica (0-1 lattina cioè 0-300ml) e succhi (0-1 bicchieri cioè 0-200ml). Questi ultimi si differenziano da quelli del livello 3 perchè sono preparazioni ottenute con utilizzo di frutta fresca in percentuale inferiore al 20-25% ed inoltre hanno subito un processo di trasformazione che depaupera la qualità nutrizionale del prodotto.

Il caffè è la bevanda del livello 5. E’ stato inserito sia quello classico espresso che quello all’americana. Si consiglia una assunzione di caffè espresso e/o all’americana pari a 0-5 tazzine/die (0-200ml) o 1 bicchiere/die (0-200ml) senza zucchero e in assenza di condizioni che richiedono moderazione/esclusione di questa bevanda. Tale assunzione deve però tener conto dell’ssunzione di caffeina con altre bevande energizzanti. Fino a 400 mg/die di caffeina non ci sono problemi per la salute (tossicità, problemi cardiovascolari, ipertensione, effetti cancerogeni, fertilità e bilancio del calcio).

Le bevande idro-saline e bevande molto ricche di calorie costituiscono il livello 6 e 7 rispettivamente. Queste debbono essere utilizzate solo occasionalmente in condizioni particolari. Le prime (in genere acqua e zuccheri quali glucosio, fruttosio, maltodestrine e isomaltulosio) sono bevande studiate appositamente per idratarsi prima, durante e dopo intensa attività fisica. Si consiglia un consumo di 0-1 bottiglia (0-500 ml). Il livello 7 è rappresentato da bevande analcoliche (aperitivi), sciroppi, bibite gassate zuccherate, energy drink il cui consumo eccessivo può portare a seri problemi di salute perchè ricche di calorie e molto povere di nutrienti. Il loro consumo raccomandato è dunque occasionale e senza mai superare la dose di 1 bicchiere.

Cosa ne dite? Tutto chiaro? Chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento: Piramide del’idratazione suggerita per la popolazione italiana adulta sana. M. Giampietro et al., ADI Magazine 2, 2011; 15 www.adiitalia.com.