Sensibilità al glutine e celiachia su M.D.webtv

Sensibilità al glutine e celiachia: attualità e prospettive future questo il titolo di una rubrica live su M.D. webtv.

4 sono le interviste presenti. La prima del Prof. A. Fasano dal titolo: Il nuovo spettro dei disturbi glutine correlati; la seconda del Prof. C. Catassi dal titolo Sensibilità al glutine e celiachia: elementi di diagnosi differenziale; la terza del Prof. U. Volta dal titolo Aumentare le conoscenza sulla sensibilità la glutine: le direzioni della ricerca ed infine la quarta di L. Saturni (!) dal titolo Evoluzione della dieta senza glutine.

Buona visione a tutti! E’ fondamentale avere idee chiare e seguire dettagliatamente i progressi della ricerca scientifica sopratutto in questo momento in cui la sensibilità al glutine – sorella da poco nota – della celiachia sta coinvolgenodo un numero crescente di soggetti e sempre più persone sembrano essere attratti da una alimentazione gluten free.

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Proprio oggi al via la campagna di informazione su celiachia e sensibilità al glutine, sempre con lo scopo di aumentare la diffusione di informazioni corrette e puntuali. Il mio cellulare è già disponibile… basta chiamare!

Vi aspetto!

Gluten Brains: the brain-grain connection

Gluten Brains questo è il titolo del libro recentemente scritto dall’autore Rodney Ford.

Avevo sentito parlare tempo fa delle possibili relazioni e di meccanismi ezio-patogenetici che vedono il coinvolgimento del glutine in patologie quali emicrania, disturbi dell’apprendimento, malattie del cervello, stanchezza cronica e danni ai nervi del sistema nervoso centrale. Oggi l’autore raccoglie nel suo libro tutte le evidenze note facendo così. il punto della situazione.

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Il libro prevede diversi capitoli e spazia dalla presentazione del glutine fino ai disordini glutine correlati per concentrare, poi tutta l’attenzione sui possibili danni del glutine sul sistema nervoso centrale. Dal capitolo 4 al capitolo 9, infatti si trova una dettagliata rassegna. In chiusura: il capitolo 10 dedicato agli studi scientifici di supporto a tutto ciò che è stato presentato e il capitolo 11 presenta una raccolta di link utili e di E-book.

Io lo leggerei.. e tu?

Campagna di informazione su “celiachia e sensibilità al glutine”

E’ ormai da tempo che sentiamo parlare di Sensibilità al Glutine (1, 2) ed ora è arrivato il momento di fare chiarezza!

Il bellissimo quadro di Renoir, Le due sorelle (sulla terrazza, 1881) è l’immagine – introdotta dal Prof. Umberto Volta – che graficamente ci fa subito entrare nella realtà. La Sensibilità al glutine è infatti, la sorella della celiachia dunque vuol dire che ci sono alcune somiglianze (sintomi, terapia…) ma anche differenze apprezzabili (genetica, meccanismi bio-molecolari….).

Sicuramente oggi, per la sensibilità al glutine stiamo vivendo più o meno ciò che abbiamo vissuto circa 30 anni fa quando si cominciava a parlare di celiachia, e ancora più recentemente quando sono state spostate le diagnosi dall’età pediatrica all’adulto. Quando si cominciavano a cercare i capisaldi per un iter diagnostico preciso, quando si cominciava a dettagliare il meccanismo ezio-pato-genetico fino ad arrivare a tutto ciò che oggi sappiamo. C’è stata una vera e propria metamorfosi e qualcuno ha subito simpaticamente ricordato e collegato alla fiaba di Cenerentola… dalla ragazza vittima delle sorellastre alla stupenda principessa, così la celiachia, oggi principessa della gastroenterologia!

La Sensibilità al Glutine come ogni cosa nuova, porta con se scetticismo da parte di alcuni e tanti entusiasmi da parte di altri. Alla luce dei fatti possiamo comunque affermare che l’aumento del numero dei lavori scientifici pubblicati sulle più importanti riviste internazionali fa ben riporrre fiducia in tutto ciò che viene divulgato.

Su queste basi nasce l’esigenza di avere informazioni precise e puntuali; di non creare falsi allarmismi; di non alimentare le diagnosi fai-dai-te o viceversa eludere il problema. Ecco allora che dal 21 al 25 maggio, su tutto il territorio nazionale, si terrà la prima campagna di informazione su celiachia e sensibilità la glutine.

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La campagna è promossa da DS-gluten free, con il supporto scientifico della Dr Schar Istitute. 50 sono gli esperti (gastroenterologi, nutrizionisti e dietisti) a disposizione per colloqui telefonici gratuiti. L’iniziativa ha ottenuto anche il patrocinio dell’Associazione Italiana di Dietetica e di Nutrizione Clinica (ADI) e dell’Associazione Italiana Gastroenterologi&Endoscopisti Digestivi Ospedalieri (AIGO).

Dopo la conferenza stampa di presentazione che si è tenuta al Circolo della Stampa a Milano, dal 3 maggio è possibile prenotare il colloquio visitando il sito appositamente allestito (glutensensitive.net) oppure si potrà chiamare direttamente dal 21 al 25 maggio al numero verde 800. 198. 941 attivo dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

Vi aspetto, prenotate oppure chiamate direttamente!

Cereali gluten free per combattere la povertà e la fame in Africa

Stamattina leggendo i giornali ho trovato conforto e supporto per una idea che avevo lanciato durante la relazione al convegno nazionale dell’ADI parlando di Dieta Mediterranea gluten free prorpio quando avevo focalizzato l’attenzione sulla biodeversità dei cereali! Perchè? Mi spiego subito…..

E’ inaccetabile che l’Africa sia costretta ad importare prodotti della terra quando potrebbe invece esportarli” e anora….”Gli investimenti nell’agricoltura sono la miglior arma contro la fame e la povertà, e intorno ad essi passa la linea di demarcazione fra la vita e la morte per centinaia di milioni di persone. Se volete prendervi cura dei più poveri e sfortunati, dovete prendervi cura dell’agricoltura“. Queste sono le parole dette a Roma durante la sessione annuale dell’Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo), da Bill Gates non più in nome della Microsoft ma piuttosto in nome della Bill & Melinda Gates Foundation.

Da qui l’aggancio ed il conforto che ho tratto! Sempre mi avete sentita parlare della grande famiglia dei cereali non solo composta da riso e mais ma anche da altri. Proprio tra questi ultimi ce ne sono alcuni – sempre naturalmente gluten free – peculiari dell’agricoltura africana. Sono il sorgo, il teff ed il miglio. Questi tipicamente definiti minori solo perchè coltivati in aree molto piccole nel mondo mentre sappiamo avere un grande interesse nutrizionale.

Dunque….. perchè non insegnare a queste popolazioni a coltivare ed esportare i loro cereali senza rischio di contaminazione da glutine e perchè  le Aziende del mercato gluten free non cominciano a studiare formulazioni nuove per i prodotti dietoterapici in cui sia previsto l’utilizzo di tali cereali come materie prime?

I vantaggi sono ben evidenti … ottimamente sottolineati dalle parole di Bill Gates quelli per la popolazione africana e lapalissiani per la popolazione di tutti coloro che si giovano dell’alimentazione gluten free. Uno per tutti… l’arricchimento in minerali, vitamine e fitocomposti quali gli antiossidanti, peculiari dei cereali africani, che giocano un ruolo chiave nel mantenimento del buon stato di salute.

Avanti tutta! Diamo un seguito a queste proposte e facciamo finalmente qualcosa di concreto piuttosto che carità pelosa!



La dieta gluten free non è una panacea

Sappiamo – ormai bene – che la dieta o forse meglio in questo caso, l’alimentazione gluten free non è per tutti eppure in questi giorni c’è un gran parlare a tal proposito! Il fatto che non sia per tutti significa che non la si può adottare come un rimedio universale per le diverse condizioni/patologie dal gonfiore addominale all’obesità fino a supporto del voler perdere qualche chilo. Questa infatti deve essere correttamente realizzata solo da chi vive la celiachia o altre reazioni avverse al glutine quali ad esempio la sensibilità la glutine.

Più di una volta il Prof. Fasano ha sottolineato come per la popolazione americana l’adozione della dieta gluten free stia diventando sempre più popolare. Il mercato è aumentato, tra il 2004 e il 2008,  ad un tasso del 28%/anno per raggiungere, nel 2010 ben 1.6 miliardi di dollari in vendite al dettaglio. Si prevede che la cifra salirà a 2.6 miliardi di dollari nel 2012. Sebbene siano in aumento il numero di celiaci e di soggetti che si giovano di una alimentazione gluten free perchè soffrono di altre reazioni avverse al glutine, risulta, però, evidente che c’è una frazione di persone che magia prodotti gluten free senza alcuna necessità clinica.

A descrivere il fenomeno italiano sono il Prof. Roberto Corazza e il Prof.  Antonio di Sabatino, entrambe dell’Università di Pavia in un recente commento pubblicato su  Annals of Internal Medicine. In questo periodo si sta assistendo ad una esagerata diffusione della dieta gluten free in assenza di patologie diagnosticate e testimonianza ne sono i tanti articoli usciti in rete o nei gruppi di discussione o in trasmissioni radiofoniche o televisive. A supporto di ciò non ci sono basi scientifiche quanto piuttosto basi mediatiche forse anche perchè recentemente l’alimentazione gluten free è stata adottata da importanti e noti personaggi da Gwyneth Paltrow a Victoria Beckham, da Terence Stamp a Goldie Hawn fino a Noemi.

C’è sicuramente una grande attenzione oggi sia sulla sensibilità al glutine, la celiachia che sopratutto sulla terapia, cioè la dieta gluten free. Tutto ciò è sicuramente finalizzato ad evitare la convinzione che il glutine sia tossico per tutti e che un potenziale problema di salute divenga un problema sociale.

Dunque attenzione alla moda gluten free intesa come fenomeno estemporaneo ben diverso dal modus vivendi gluten free! Concetto al quale dobbiamo lavorare con una corretta informazione e attenta educazione.



Medicina di genere & celiachia

… sembrerebbe una strana coppia in realtà non è poi così vero. Lo spunto mi è stato offerto dalla partecipazione ad un convegno interamente dedicato alla medicina di genere e dalla concomitante lettura del primo articolo – pubblicato su Scan J Caring Sci – in cui per la prima volta sono stati studiati gli aspetti cognitivifisiciemotivi e sociali legati alla celiachia, in funzione del genere. conosciamo qualche dettaglio….

Fino agli anni ’80 la medicina è stata fondata sul paradigma “giovane, adulto, maschio, bianco“. Sembra emergere un pregiudizio scientifico che considera le malattie delle donne con una prevalente derivazione biologica-ormonale! Su questo prototipo c’è stato il ben noto fiorire della letteratura scientifica per lo studio di meccanismi ezio-patogenetici e bio-molecolari delle patologie, per l’epidemilogia delle stesse, per la sperimentazione di nuovi iter diagnostici, fino alla sperimentazione di nuovi farmaci.

Nel 1985, poi i National Institutes of Health statunitensi rendono pubblico il primo rapporto sulla salute delle donne stilato sulla base delle differenze di genere. Si comprende per la prima volta, quanto sia importante la differenza di genere (dall’inglese gender), ben diverso dalla traduzione semplicistica in sesso. Quest’ultimo sottolinea infatti solo la caratterizzazione biologica dell’individuo – maschio e femmina – mentre il termine genere intende le categorie: uomo e donna, tenendo in considerazione i fattori ambientali, funzionali, psicologici, sociali e culturali.

Nel 1991 Bernardine Healy, direttrice dell’Istituto Nazionale di Salute Pubblica, sulla rivista New England Journal of Medicine parlò di “Yentl Syndrome” a proposito del comportamento discriminante dei cardiologi nei confronti della donna. Solo 10 anni dopo fu avviata una sperimentazione riservata alle donne e nel 2002, presso la Columbia University di New York fu istituito il primo corso di medicina di genere – A new approach to health care based on insights into biological differences between women and men – per lo studio di patologie che riguardano sia l’uomo che la donna (1). Anche l’OMS ha inserito poi la medicina di genere nell’Equity Act. Recentemente ci si è accorti sia dell’esistenza di significative differenze nello sviluppo – progressione e prognosi delle malattie che nel modo contrarre malattie poichè esistono importanti differenze di genere in alcuni organi ed apparati quali ad esempio il sistema cardiovascolare, il sistema nervoso e quello immunitario. Ecco qualche dato…. Le malattie per le quali le donne presentano una maggiore prevalenza rispetto agli uomini sono: le allergie (+ 8%), il diabete (+ 9%), la cataratta (+ 80%), l’ipertensione arteriosa (+ 30%), alcune malattie cardiache (+ 5%), tiroide (+ 500%), artrosi e artrite (+ 49%), osteoporosi (+ 736%), calcolosi (+ 31%), cefalea ed emicrania (+ 123%), depressione e ansietà (+ 138%), ed infine l’Alzheimer (+ 100%). Anche nella ricerca farmacologica l’approccio deve tenere in considerazione ciò che la medicina di genere ha permesso di evidenziare poichè le donne sono più soggette a reazioni avverse rispetto all’uomo.

Una ultima considerazione riguarda anche la politica sanitaria di genere con una seria rivalutazione degli studi di intervento per migliorare la salute pubblica poichè anche in questo caso le differenze di genere incidono non solo – come già più volte detto – sulla prevalenza e sulla progressione ma anche sugli outcomes delle diverse patologie sopra nominate. Pertanto ben conoscendo le differenze di genere si può offrire una migliore terapia ed assistenza, in fase acuta, anche se lo scopo primo è quello di garantire  una maggiore tutela della salute, nella ben più importante fase della prevenzione primaria.

Ora tornando al nostro titolo il passaggio dalla medicina di genere alla celiachia consiste nel fatto che il sistema immunitario è uno dei sistemi che mostra più differenze di genere ed è lo stesso sistema immunitario che reagisce in modo anomalo sia nella celiachia che nei disturbi glutine correlati!

Dalla medicina di genere sappiamo che diversa è l’epidemiologia delle malattie ed infatti …. la celiachia colpisce la donna in misura doppia rispetto all’uomo (A. Sverker et al., 2009). Per quanto riguarda la sensibilità al glutine – uno dei disturbi glutine correlati oggi tanto studiata – è addirittura esclusivamente femminile.

Anche la progressione della malattia è diversa… e ancora nel nostro caso sappiamo che tipicamente nella donna si slatentizza tardivamente – non in età pediatrica ma in età adulta – rispetto all’uomo. Questo comporta un allungamento del tempo per arrivare a corretta diagnosi con conseguente aumentato danno sia nella mucosa del piccolo intestino (organo bersaglio della celiachia) che sullo stato nutrizionale del soggetto.

Anche gli outcomes, cioè i sintomi risentono della differenza di genere. Dai sintomi generali quali perdita di peso, letargia … a quelli gastrointestinali, riproduttivi (aborti ripetuti…) fino ai cutanei ed ematologici (carenze di ferro, acido folico). Recentemente l’attenzione è rivolta ai sintomi neurologici (7% disordini neurologici e 5% neuropatie periferiche) e sintomi psichiatrici (2.1% ansia, 11.5% depressione e schizzofrenia e isteria) che riguardano il sistema nervoso – uno dei sistemi in cui le differenze di genere sono ben evidenti.

In ultima analisi dobbiamo porre l’attenzione sulla terapia – cioè la dieta gluten free. Il cibo, preparalo e mangiarlo – serve per sopravvivere ma abbiamo sempre detto che è anche  parte della nostra cultura, delle nostre relazioni sociali e della comunicazione pertanto una alimentazione controllata ha conseguenze sugli aspetti relazionali, di comunicazione ed emotivi tutti fortemente legati al genere: uomo e donna.

Mi sembra dunque che proprio per tutti questi motivi la medicina di genere è ormai una realtà dalla quale non si può prescindere anche nel caso della celiachia e dei disturbi glutine correlati!

Fonte: “I lose all these hours…” – exploring gender and consequences of dilemmas experienced in everyday life with coeliac disease

Disordini glutine correlati

Il 7 febbraio è stato pubblicato su BMC Medicine un articolo (Spectrum of gluten-related disorders: consensus on new nomenclature and classification) che raccoglie quanto fin’ora si conosce sul tema dei disturbi glutine correlati. Tra gli autori – tutti autorevoli celiacologhi – troviamo diversi nomi a noi ormai familiari da Volta alla Sapone, dalla Ciacci a Schumann fino a chiudere la cordata Catassi e Fasano!

Sicuramente è un campo minato quello in cui ci si sta ora muovendo e tanto è lo scetticismo sopratutto sulla nuova entità clinica della sensibilità al glutine. Chi ha vissuto la partenza della celiachia – ma credo anche di qualsiasi altra patologia – ricorda sicuramente tutte le difficoltà incontrate.

Due spunti simpaticamente suggeriti dal Prof. Fasano credo meritino di essere ricordati perchè graffianti e pertinenti!

Il primo ripreso da una grande cartone-animato Ratatouille…… dove il famoso critico Anton Ego dice….

The world is often unkind to new talents — new creations. The new needs friends… [....]  Not everyone can become a great artist, but a great artist can come from anywhere.

Questo – secondo me – nella ricerca è fondamentale ed è sicuramente l’atteggiamento vincente!

Il secondo spunto è piuttosto la base sulla quale il ricercatore si muove, cioè dobbiamo sempre chiederci cosa sappiamocosa NON sappiamo e come/cosa fare per colmare il gap tra ciò che non si sa e ciò che si sa.

L’articolo presenta una esauriente, concreta quanto esaustiva sintesi di tutto ciò che fin ora si sa. Il glutine – miscela proteica la cui lista dei capi d’accusa aumenta spaventosamente (!) – è il trigger ambiantale di reazioni autoimmuni quali Celiachia (nelle forme sintomatiche – silente e potenziale), Atassia da glutine e Dermatite Erpetiforme; di reazioni allergiche cioè Allergia al grano (allergia del fornaio – allergia alimentare – orticaria e anafilassi grano-dipendente indotta da esercizio) e da ultimo reazioni ne autoimmuni ne allergiche quali la Sensibilità al Glutine.

Per i dettagli sui sintomi, l’epidemiologia ed il percorso diagnostico vi invito alla lettura della review che fornisce il razionale per spiegare questi fenomeni epidemiologici in continua espansione di cui sappiamo abbastanza ma non tutto, ancora!

Il mercato dei prodotti gluten free sempre in aumento

Dopo tanto tempo il mercato gluten free torna a far palare di sè con qualche numero aggiornato! Dal passato…. scopriamoli insieme…..

Nel corso dell’ultimo decennio (con Matteo avevamo raccolto qualche dato..), globalmente c’è stato un significativo incremento del numero dei celiaci e di coloro che si giovano di una alimentazione senza glutine (1). Se negli anni ’90 i celiaci erano circa 25.000 nel 2011 il numero è salito a 110.000 ma sappiamo che ne dobbiamo aspettare un numero ben più alto! I celiaci potenziali sono ben 300.000. Proporzionalmente in modo costante è aumentato il volume di affari ed il numero delle referenze gluten free.

Analizzando l’incremento dei prodotti gluten free inseriti nel Prontuario degli Alimenti (sia prodotti del libero commercio che dietetici) si osserva che nel 1987 i prodotti erano solo 174 ma dopo solo 10 anni erano già diventati 2117 ed ancora 10 anni dopo ben 6660 fino ad arrivare a 13.785 prodotti nel 2011.

Un pò di meno – ma sempre tanti – i prodotti glute free a Marchio Spiga Barrata: nel 2005 erano 343 per diventare 744 nel 2007 e ben 1148 nel 2011! I prodotti invece inseriti nel Registro Nazionale degli Alimenti, redatto dal Ministero della Salute, sono passati da 976 nel 2005 a 1749 nel 2007 fino a 2270 nel 2010.

Anche il volume di affari si è fatto sempre più interrante… attualmente si stima che abbia un valore di ben 215 milioni di euro ripartiti in 157 milioni nella farmacia e 58 milioni nella GDO.

5 sono i segmenti di mercato: pane e sostituti, pasta, biscotti, farine e altro con un volume che ha superato le 10000 tonnellate. Di questi pasta e pane rappresentano “a volume” i maggiori segmenti (circa il 30% ciascuno) mentre i biscotti rappresentano il principale segmento “a valore“. I prodotti rimborsabili rappresentano circa l’80% del mercato e tale rimborsabilità NON ha vincoli merceologici (allo stato attuale delle cose qualche perplessità verrebbe…) e/o nutrizionali (come nutrizionista mi viene da dire che ciò è gravissimo!).

…. qualche altro dato? Quante sono le Aziende? Sono più di 30 di cui cinque rappresentano il 90% del mercato – due il 65% ed una il 48%. Ecco l’elenco: Schar, Bi-Aglut, Giuliani, Le Asolane, Nutrifree, Rarifarm, H&H Quality Food, Joss, DS Food, Milupa, Novealpi, Malgara Chiari e F più altre 12 Aziende.

Se vogliamo un pò capire cosa guida la crescita del mercato gluten free sicuramente dobbiamo concentrare l’attenzione su tre principali motivazioni:

  • aumentata conoscenza da parte del personale sanitario
  • screening su gruppi di popolazione a rischio quali ad esempio diabetici
  • consumo di prodotti gluten free anche da parte dei non celiaci (principalmente familiari).

Questa la fotografia aggiornata e per i dati si ringraziano AIC e A. L. Budelli, VicePresidente Global Infant & Nutrition R&D.

Celiachia? Molto di più che una suonata in mibemolle!

La celiachia – ormai ben nota nella maggior parte dei suoi dettagli dai meccanismi patogenetici alle manifestazioni cliniche, alla diagnostica fino al trattamento terapeutico – è sempre stata associata ad immagini che potessero agevolarne la comprensione. Oggi vi propongo questa …. una versione musicale per esplicitare la complessità eziopatogenetica ma non solo!

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La celiachia è una malattia autoimmune su base genetica dunque, anche nell’immagine, si riconosce la centralità del genoma del soggetto con particolare riguardo al complesso di maggiore istocompatibilità HLA DQ2 e DQ8. Ad oggi sappiamo però che molti altri geni contribuiscono alla manifestazione della celiachia e al momento ne sono stati identificati altri 40. Il numero sembra essere destinato a salire! Questo lo si eredita dai genitori, è stabile e non cambia nel corso della vita. La tastiera di un pianoforte in cui ci sono tasti bianchi e tasti neri – toni e semitoni – ben rappresenta e schematizza questa realtà.

Diversi compositori/pianisti, vissuti in momenti storici diversi possono suonare la stessa tastiera ottenendo melodie completamente diverse! Tornando alla nostra celiachia.. chi sono i compositori/pianisti? Quali le melodie?

I numerosi e diversi compositori/pianisti – in diversi momenti storici – rappresentano il microbioma intestinale con ben 300 bilioni di micro-organismi che nel corso della vita di un individuo subisce innumerevoli variazioni in composizione. Il microbioma intestinale lo si eredita dalla mamma – sopratutto nel parto vaginale – è qualcosa di estremamente dinamico che cambia da individuo ad individuo e inoltre nello stesso individuo cambia nel tempo. Tutto ciò gioca un ruolo estremamente importante nelle reazioni al cibo perchè è proprio nell’intestino che avviene l’assorbimento dei nutrienti.

Le melodie che ne escono – musica classica, pop, jazz…. – sono il metabonone, cioè la grande diversità dei metaboliti che si possono formare durante i meccanismi di digestione e assorbimento dei nutrienti. Si parla anche di impronta metabolica della celiachia.

Recenti studi hanno evidenziato che i celiaci oltre ad essere caratterizzati da un assetto genetico peculiare hanno anche una determinata composizione del microbioma intestinale (Firmicutes e Actinobacteria sono i demonanti nella comunità intestinale del celiaco) e di conseguenza anche un determinato assetto in metaboliti.

In conclusione le cose sembrano complicarsi sempre di più… alle spalle della celiachia allora, non solo un concorso di colpa tra genetica ed ambiente (glutine) ma anche una stretta interazione con il microbioma intestinale.

Il tutto determina quegli outcome clinici complessi e diversi con i quali ci confrontiamo nei nostri ambulatori sopratutto quando chi si presenta è un adulto! Appare allora evidente che la celiachia non è una malattia cioè una suonata di un determinato compositore ma molto di più…. concordate?

12 mesi gluten free trascorsi insieme!

Questa volta non sarà solo una raccolta dei post pubblicati nel mese di dicembre ma qualcosa di più!

Un anno di attività in cui abbiamo letto-commentato e discusso notizie, etichette, leggi e provvedimenti, stili di vita ed alimentazione ed altro ancora. Ecco di seguito una rapida carrellata raccolta per mesi…. alcuni più densi di altri sopratutto perchè non sempre riesco a ben conciliare le mie diverse anime, nonchè quella di mamma!

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GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE

Grazie per il supporto e gli stimoli che mi avete dato durante questo anno e…… Vi aspetto ancora più numerosi per l’anno 2012!!!