Come scegliere un buon pane gluten free

Una premessa d’obbligo: mi scuso con chi ha letto la bozza di questo articolo uscita per errore.

Eccoci come promesso! Cerchiamo oggi di vedere quali sono i grassi più utilizzati nella preparazione di un pane gluten-free e come potersi meglio orientare nella scelta, leggendo le etichette.

Partiamo dai grassi. Olio di semi di girasole, olio/oli vegetale (nessuna delle Aziende considerate specifica quali oli), olio extravergine di oliva (utilizzato solo da Cose dell’Altro Pane e Nutrifree che inoltre ne dichiara la percentuale), olio di oliva (solo la Giusto), margarina, grasso vegetale non idrogenato questi sono i grassi presenti nell’elenco degli ingredienti. Ben evidente è ormai la scomparsa dei dannosi grassi idrogenati! Noto è il loro effetto ipercolesterolemizzante e tutti i ricercatori sono unanimi nell’affermare che sono un importante fattore di rischio aterogenico. Si è dunque arrivati a legiferare in tal senso: negli USA c’è l’obbligo di indicare in etichetta i livelli di grassi trans mentre in Europa solo la Danimarca ha preso posizione. Ma le cose non sono ferme, infatti oggi si parla di bioidrogenazione e di grassi trans naturali cioè ottenuti durante la digestione nel rumine di ovini e bovini. more

L’olio di girasole, estratto dal girasole (Helianthus annuus) è quello maggiormente utilizzato e la scelta è fondamentalmente economica. Ha un elevato contenuto (48-74%)di acido linoleico (omega 6) un acido grasso in competizione con il più salutare omega 3. Variabilità legata alla cultivar e alle condizioni pedoclimatiche. In generale comunque è un olio che si può considerare di seconda scelta mettendo al primo posto l’olio extravergine di oliva.

Ma i grassi presenti non sono solo questi perchè leggendo tra gli additivi – meglio tra gli emulsionanti – si trovano: mono- e digliceridi degli acidi grassi, esteri mono- e diacetiltartarici di mono- e diglicerdi degli acidi grassi, lecitina di soia….. Ma è possibile fare un pane senza emulsionanti? Si ma in pratica avremmo un prodotto secco, di ridotto volume e che diventa facilmente raffermo… insomma molto poco gradevole! Si utilizzano allora gli ammorbidenti per la pasta (quelli sopra nominati); mentre gli esteri dell’acido diacetil-tartarico e sodio o calcio stearoil-2-lattilato sono chiamati fortificanti per la pasta. Qual’è la loro funzione? I primi permettono di ottenere una struttura più tenera della mollica e una più lunga conservazione; mentre i fortificanti per la pasta la rendono più consistente, ne risulta così un pane con una struttura e volume migliorati. [testo di riferimento: Food Emulsifiers and Their Applications].

E in etichetta nutrizionale? Cosa leggo? Cosa trovo? Leggendo l’etichetta nutrizionale devo porre attenzione all’apporto calorico, al contenuto di grassi (dove è possibile la specifica di grassi saturi), all’apporto in fibra ed in sodio. Come anticipato le referenze sono tante pertanto ci soffermiamo solo su PANINI delle 6 Aziende di cui 1 surgelato.

Cose dell’Altro Pane non specifica nulla mentre due Aziende (Schar e Nutrifree) sono molto dettagliate a fronte di alcune “essenziali”.

L’apporto calorico di 100g di prodotto oscilla da un minimo di 213 Kcal (Schar) ad un massimo di 309 Kcal (BiAglut). Per quanto riguarda i grassi solo BiAglut (5.7g) e DS4YOU (2.7g) non specificano l’apporto di grassi saturi. I livelli in ordine crescente sono: Schar 2.5g di cui 0.4 saturi; Giusto 3.4g di cui 1.2 saturi ed infine Nutrifree 5.7g di cui 1 saturi. I contenuti di fibra e sodio sono indicati solo da Schar e Nutrifree e rivelano una importante differenza per il contenuto in fibra (Schar 4.5g vs Nutrifree 2.4g) mentre quello di sodio è simile (Schar 0.5g vs Nutrifree 0.6g). Nei panini surgelati della DS4YOU troviamo in autodichiarazione un contenuto di ben 5g di fibra alimentare che però non trova traccia nell’etichetta nutrizionale. [approfondimento sul sale]

Ecco allora alcune semplici regole indicate qui per il pane ma che possono essere estese ad altre categorie commerciali:
1. Fibra alimentare- Un pane “sano” deve contenere almeno una quantità di cereali diversi dagli storici mais e riso, per garantire un buon apporto di fibra in grado di ridurre il rischio per diabete e patologie cardio-vascolari. Scegliamo confezioni con almeno 3 grammi di fibre o con più cereali.

2. Crusca – I prodotti con la crusca hanno un maggiore contenuto di fibre, quindi preferiamo prodotti con la parola “crusca” in etichetta.

3. Carboidrati – in particolare nel pane basso deve essere il contentuto di zuccheri semplici a vantaggio di amido e fibra alimentare. Lo zucchero può comparire con altri nomi ad esempio: sciroppo di glucosio, maltosio, destrosio, sciroppo di zucchero di canna parzialmente invertito, fruttosio…..

4. Sodio – Il sale è l’elemento più comune: scegliamo prodotti con il più basso contenuto di sodio per 100g di prodotto.

5. Richiami salutistici – possono essere spesso funzionali al marketing. Facciamo riferimento solo alle etichette nutrizionali e agli ingredienti.

6. Arricchito con - Non è necessario mangiare cibi arricchiti se la dieta è equilibrata. Di conseguenza, non prestiamo troppa attenzione alla lunga lista di minerali, vitamine …. hanno un significato secondario rispetto al contenuto di fibra alimentare e di zuccheri semplici.

Buona scelta! Occhio all’etichetta!

Celiachia e Nutrizione: gli interventi dei docenti

Ecco le relazioni che i docenti hanno presentato al convegno Celiachia e Nutrizione.

La prima parte della giornata è stata interamente dedicata agli aspetti clinici, diagnostici e sono state trattate alcune novità terapeutiche.

La celiachia: passato e futuro C. Catassi

La malattia celiaca nell’adulto E.Peruzzi

Complicanze nel morbo celiaco dell’adulto A. Di Sario

Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con la lettura magistrale del sociologo per poi passare alla dieta: dalla sua gestione in ospedale agli aspetti tecnologici fino a concludere con la Dieta Mediterranea senza glutine.

La celiachia: aspetti sociologici C.Corposanto

Dieta senza glutine nella ristorazione ospedaliera C.Carletti

Aspetti tecnologici nei prodotti dietoterapici G. Ferretti

Dieta Mediterranea e Celiachia: una convivenza possibile L. Saturni

Celiachia e Nutrizione… un bel successo!

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Così ieri alle ore 8.30 si apriva la segreteria del convegno!

Nei giorni precedenti tanto lavoro piacevolmente e a volte rabbiosamente (!) condiviso con la Prof Gianna Ferretti. Ieri in chiusura dei lavori una gran bella soddisfazione per il successo riscosso. Circa 250 i partecipanti; ottimo il livello di tutte le relazioni; buona la partecipazione alle sessioni pratiche che hanno dato la possibilità di interazione tra relatori e pubblico sia su casi clinici che sul mercato dei prodotti gluten free e sopratutto sulla loro etichettatura. Gradito anche il buffet gluten free!

Presto condivederemo anche il materiale presentato.

Doverosi alcuni ringraziamenti:
- ai relatori
- ai moderatori
- alla Dr. Schar
- a tutti i partecipanti e…
- a Mariana e Paula per aver realizzato dei simpaticissimi quaderni!

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Celiachia e Nutrizione

Come già anticipato l’organizzazione della giornata dedicata alla celiachia sta procedendo e quindi vi racconto un po così da vivere insieme questa esperienza! Partiamo dicendo che qui troverete una categoria dedicata Celiachia e Nutrizione mentre per informazioni sempre aggiornate potete consultare Nutriceliac. Un web-blog nato per l’evento.

Prima di tutto diciamo DOVE e QUANDO. Il 24 settembre presso il Polo didattico Murri dell’Università Politecnica delle Marche. A CHI si rivoge? A Medici, Biologi, Dietisti e Farmacisti

Celiachia e Nutrizione: dalla ricerca di base alla pratica clinica è il titolo della giornata. Il programma prevede due sessioni. La prima – nella mattinata – riguarderà gli aspetti generali (epidemiologici, demografici, diagnostici, clinici) della celiachia. Dopo la lettura magistrale del celiacologo Carlo Catassi, ad Egiziano Peruzzi sarà affidata la presentazione della celiachia nell’adulto con una attenzione alla terza età. Infine Antonio Benedetti e Antonio Di Sario discuteranno l’importanza della immunità intestinale, della sua alterata permeabilità e le complicanze in caso di mancata diagnosi di celiachia oppure di non compliance alla dieta senza glutine. Questa prima parte si chiuderà con la discussione di alcuni casi clinici. Una sessione che vedrà la partecipazione attiva e l’interazione diretta tra partecipanti ed relatori.

Ecco la prima novità: non solo interventi di didattica frontale ma aula di lavoro, in cui tutti gli esperti a differenti livelli di professionalità possono interagire tra di loro collaborando in modo proficuo. Un esempio concreto di euqipe multidisciplinare per la gestione del celiaco.

Nel pomeriggio la seconda parte interamente dedicata agli aspetti sociologici e nutrizionali della celiachia. Sarà Cleto Corposanto ad illustrare come la celiachia incide nella vita con gli altri (famiglia, amici) mentre la sottoscritta e Gianna Ferretti presenteranno le interessanti novità sulla dieta senza glutine. Dall’innovazione tecnologica a quella nutrizionale, alle nuove valenze della dieta senza glutine. Anche questa seconda parte prevede un lavorare insieme in un worshop: Alimenti gluten free e food labels.

La giornata porta anche qualche alto segno di novità ad esempio gli organizzatori. Questo evento è stato fortemente voluto dai professionisti che a vario titolo operano intorno al celiaco. Fin dai primi contatti un obiettivo era comune: infomare – formare – educare in modo corretto e con metodo scientifico. E’ nata così questa esperienza di stretta collaborazione tra Università, dr. Schar e Specialisti di libera scelta.

Quali sono le vostre impressioni? Avete suggerimenti?