A tavola con il sorriso

E’ nato il progetto A tavola con il sorriso! L’obiettivo principale è quello di coinvolgere adulti e bambini, per educarli all’autogestione e alla consapevolezza della varietà di un’alimentazione senza glutine, queste sono le parole che si leggono nella presentazione.

Il progetto con il patrocinio di AIC, si rivolge alle scuole, agli chef, agli amanti della buona cucina e, con particolare attenzione ai celiaci e alle loro famiglie.

Ecco il programma, l’apericena ed il blog, curato da Daniela, Serena e Marialetizia.

Io lo seguirò e voi?

2 Giugno: arriva la nuova Piramide Alimentare

Il 2 giugno è una data importante per l’Italia: è la Festa della Repubblica mentre oltre oceano è il giorno in cui sarà pubblicata la nuova piramide alimentare. A dare l’annuncio è Robert C. Post, PhD, deputy director del Center for Nutrition Policy and Promotion, USDA.

Quella attuale non cattura l’interesse dell’utente. La nuova icona è stata invece studiata per promuovere messaggi nuovi, semplici e facili da attuare nella quotidianità con lo scopo di educare gli americani al mantenimento dello stato di buona salute.

Kathleen Zelman, RD, direttore del settore dedicato alla nutrizione in WebMD, è al momento l’unica persona che ha visto la nuova piramide e questo è il suo commento: le persone vedendo questa icona diranno: “ahaaa, questo non è difficile da mettere in pratica quindi posso farlo anche io!” Dunque tutti saranno veramente motivati a cambiare i loro comportamenti.

Con queste premesse la curiosità è veramente tanta e duqnue aspetteremo la data del 2 giugno ma…. la mente corre, e…… in Italia? Cosa succede? Quali sono i nostri strumenti?

I LARN del 1966, Le Linee Guida del 2003, la Piramide Alimentare ancora del 2003……

Attività fisica e salute dell’apparato scheletrico

L’adozione di una corretta, rigorosa e varieta alimentazione gluten free, di cui poi parleremo, permette di mantenere la buona salute dell’apparato scheletrico ma….. il vero punto di forza è un programma giornaliero di esercizio fisico che deve essere “contro gravità“. Trakking, jogging, running, danza, salire-scendere le scale e saltare a corda sono alcuni esempi. Di contro nuoto e ciclismo non sono consigliati sebbene aiutino a conquistare tonità muscolare e resistenza fisica.

L’esercizio fisico deve essere accompagnato da una alimentazione gluten free ricca di cibi in grado di garantire il giusto apporto di calcio e vitamina D ma che inoltre prevede:
- la riduzione del consumo di dolci e bevande alcoliche;
- l’utilizzo di poco sale, poichè il sodio favorisce la demineralizzazione dell’osso ed inoltre è un fattore di rischio per l’ipertensione;
- di abolire il fumo;
- di evitare di consumare eccessive quantità di proteine e fibra alimentare.

Il fabbisogno giornaliero di calcio nel soggetto adulto è compreso in un intervallo che va da 800 a 1000 mg. Sicuramente latte, formaggi, pesce azzurro, frutta secca (noci e mandorle) e legumi sono le principali fonti alimentari ma a questi dobbiamo aggiungere il contributo, non trascurabile, dell’acqua. Ecco qualche esempio:
Ferrarelle 380 mg/l; Sangemini 328 mg/l; Uliveto 206 mg/l; San Pellegrino 208 mg/l e Fabia 138 mg/l.

Lo sapevate che…… l’assorbimento del calcio presente negli alimenti è migliore se c’è la compresenza di:
- vitamina D (contenuta nei grassi animali);
- zuccheri ed in particolare di lattosio (lo zucchero del latte);
- alcuni aminoacidi;
- rapporto ottimale tra fosforo e calcio.

Approfondimenti:
American bone health;
Exercise for Your Bone Health

Può la dieta senza glutine migliorare la performance atletica?

E’ la domanda che mi sono posta in questi giorni e alla quale vorrei dare una risposta o meglio vorrei cercare di capire i punti di forza che spingono i team atletici a consigliarla!

Tutto è nato dalle notizie che sono state diffuse dai media dopo la recente quanto mai strepitosa serie di vittorie che il tennista Nole Djokovic (leggi ancora) ha infilato oppure la notizia del ciclista Vande Velde

Condivido con voi qualche riflessione…..

Prima di tutto bisogna fare chiarezza sulla tipologia di altleta che viene incoraggiato a seguira la dieta senza glutine, cioè capire se l’atleta è celiaco oppure celiaco non diagnosticato oppure no.

Ovviamente nel primo caso – l’atleta è celiaco – la dieta senza glutine e un buon allenamento permetteranno di raggiunere risultati sempre migliori. Nel secondo caso – l’atleta non ha diagnosi di celiachia – la risposta è scontata appena arriverà a diagnosi: SI. La dieta gluten free è indispensabile perchè è il trattamento specifico ed unico che permette una completa remissione della malattia con conseguente miglioramento della stato psicofisico. Quest’ultimo è il caso di Diokovic. Dopo l’adozione di una corretta alimentazione gluten free seguendo i consigli del suo nutrizionista Igor Cetojevic, la performance atletica del tennista, oggi il migliore al mondo, è migliorata.

A voler fare l’avvocato del diavolo una perplessità rimane…… sul fatto che sia celiaco! In tutti gli articoli che ho letto, infatti si parla di allergia al grano. Sappiamo comunque che anche l’allergia al frumento si giova di una dieta senza glutine anche se alcune differenze ci sono….

A lui si aggiunge anche la testimonianza di Ian Hart.

Nel secondo caso, l’atleta non è celiaco. Allora ecco che nasce la curiosità di capire perchè seguire/attuare/praticare una dieta gluten free?

La letteratura scientifica è ad oggi scarsa di evidenze schiaccianti pertanto il successo nel miglioramento della prestazione atletica in seguito ad adozione di alimentazione gluten free rimane teorico e/o anedottico.

Sappiamo che:
- lo sforzo fisico prolungato richiede una preparazione atletica che comprende anche una preparazione nutrizionale;
- molti atleti amatoriali e di elite hanno sintomi gastrointestinali quali gonfiore, crampi, dolori addominali e stanchezza generalizzata;
- i cibi ricchi di carboidrati sono quelli più utili per uno sforzo fisico prolungato (The American Dietetic Association consiglia 30-60 g di carboidrati a rapido assorbimento per ogni ora di intensa attività fisica).

Dobbiamo anche considerare che se l’atleta riferisce i sintomi sopra elencati, questi potrebbero non forzatamente essere dovuti all’ingestione di glutine ma piuttosto ad altri nutrienti presenti nei cibi ricchi di carboidrati quali ad esempio la fibra alimentare. Questa infatti se consumata in eccesso prima di un intenso esercizio fisico, può causare problemi gastrointestinali.

A mio modo di vedere credo che la cosa importante sia da un lato sensibilizzare la popolazione ed i medici per far emergere di più l’iceberg della celiachia dall’altro far capire che la dieta gluten free è un modo di vivere e non una moda.

Aggiungerei anche un’ultima considerazione/domanda: se l’atleta non è celiaco e riferisce che sintomi quali stanchezza, distensione addominale, diarrea o costipazione migliorano dopo l’adozione dell’alimentazione gluten free, perchè non pensare alla sensibilità al glutine? E’ questa oggi una condizione molto più diffusa di quanto possiamo pensare e di contro invece ancora poco conosciuta!

Approfondimenti
- The impact of physical exercise on the gastrointestinal tract;
- Nutrition and exercise associated gastrointestinal problems;
- Don’t forget the gut: it is an important athletic organ!.

Carne rossa e cancro

…. piccoli quantitativi di carne rossa…. questa è una della frasi che leggiamo nella definizione di Dieta Mediterranea.

Recentemente mi trovo a commentare questa affermazione, quando parlo ai celiaci di corretta alimentazione mediterranea nella declinazione gluten free e – ad onor del vero – vedo sempre più spesso, volti poco convinti.

Perchè? Perchè oggi, siamo diventati grandi mangiatori di carne rossa ma i nostri antenati vivessero nutrendosi di prodotti vegetali (erbe, bacche, piante) e solo raramente mangiavano carne cioè quando e se riuscivano a cacciare un dinosauro!

Si ritiene che la carne sia uno degli alimenti che non deve mai mancare sulle nostre tavole. Non è così! … e non è così a qualsiasi fascia di età, compresa l’età pediatrica. Tante altre sono le fonti proteiche: dal pesce ai formaggi, al latte, alle uova fino ai legumi.

Oggi a supporto di questa affermazione vi propongo l’ultimo report elaborato dal World Cancer Research Fund.

Attività fisica, peso e consumo di carne rossa sono le tre variabili oggetto di studio in relazione al cancro all’intestino (colon-retto, in particolare). Dall’analisi è emerso che un consumo di carne rossa superiore a 500g/settimana (peso della carne cotta) e il consumo di carni rosse trasformate giocano un ruolo negativo sulla salute dell’intestino aumentando il rischio di neoplasia.

Il consiglio è dunque mangiare carne rossa non più di 1-2 volte/settimana per garantire un giusto apporto proteico oltre che di acidi grassi insaturi (omega 3), ferro, zinco, selenio compresi anche altri nutrienti quali vitamina D, B3 e B12.

Approfondimenti:
- EPIC study;
- Meat consumption and the risk of type 2 diabetes: a systematic review and meta-analysis of cohort studies;
- A Prospective Study of Red and Processed Meat Intake in Relation to Cancer Risk;
- Meat Consumption and Cancer Risk

Da segnare in agenda

1-2 luglio ad Orlando (Kissiimmee) in Florida si terrà la 37th Annual Gluten Intollerance Group EducationConference dal titolo Super Foods: Healthy&Balanced Eating for Autoimmune Diseases.

Questi i topics della conferenza:
- Le strade percorse dalla ricerca scientifica
- Consigli pratici per una bilanciata e salutare vita gluten free
- Expo dedicato al cibo
- Il network con altri che vivono l’esperienza gluten free
- Le nuove tendenze discusse da ricercatori, cuochi e dietiste.

Cercheremo di seguire i lavori!

Nutrition Testing per conoscere il proprio stato nutrizionale

Cellular Micronutrient Analysis è il test elaborato da Gluten Free Works in collaborazione con i laboratori SpectraCell.

Sappiamo che il celiaco in relazione all’estensione del danno mucosale e al tempo intercorso prima della diagnosi, manifesta carenze nutrizionali a carico di vitamine, minerali, fibra alimentare ed in alcuni casi anche di proteine o meglio di alcuni aminoacidi, e lipidi. Questa situazione migliora e si normalizza sempre dopo l’inizio della dieta senza glutine. A volte però qualche perplessità e/o scetticismo rimane!

Rimangono, infatti spesso dei dubbi o delle curiosità sul proprio stato nutrizionale ed allora ecco che è stato studiato questo test per verificare la propria situazione solo con un semplice prelievo di sangue. Il pannello di nutrienti è ampio e comprende: vitamine (vitamina A, del gruppo B, C, D e K, biotina, folati), minerali (calcio, magnesio, zinco), aminoacidi (asparagina, glutamina, serina), antiossidanti (coenzima Q10, cisteina, glutatione, selenio, vitamina E), acidi grassi (acido oleico) e altri metaboliti tra i quali inositolo e carnitina.

Questo è il report ottenuto e dove è possibile evidenziare quali sono i micronutrienti in range oppure borderline oppure necessitano di integrazione.

Al momento i centri sono solo in America ma chissà che a qualcuno non venga l’idea di portarlo più vicino alla nostra realtà!

Un consiglio? Credo che una rigorosa alimentazione gluten free, ricca di frutta, verdura, ortaggi, erbe aromatiche e spontanee, frutta secca e legumi, sia un ottimo strumento per correggere eventuali carenze nutrizionali e per mantenere i buoni livelli dei micronutrienti citati.

Manifestazioni nel cavo orale della celiachia

ResearchBlogging.orgUna guida clinica per i dentisti sulle manifestazioni della celaichia a carico del cavo orale è stata recentemente pubblicata su Journal of the Canadian Dental Association.

La celiachia, sopratutto nell’adulto, ha numerose manifestazioni extra-intestinali tra le quali alcuni segni clinici peculiari del cavo orale. Questi pur non essendo univocamente correlabili possono piuttosto, suggerire approfondimenti diagnostici.

Ipoplasia dello smalto (cioè alterazione della formazione dello strato più esterno del dente che si manifesta con macchie o striature) – eruzione ritardata - aftosi ricorrente (erosioni della mucosa circolari e dolorose al contatto con cibi e bevande acide) e disepitelializzazione delle papille filiformi che conferiscono un aspetto vellutato alla lingua sono questi i segni che fanno insospettire il dentista e che lo portano a richiedere approfondimenti diagnostici.

The diagnosis of celiac disease can sometimes be made from a smile! Questa la conclusione alla quale sono giunti gli Autori.

Rashid M, Zarkadas M, Anca A, & Limeback H (2011). Oral manifestations of celiac disease: a clinical guide for dentists. Journal (Canadian Dental Association), 77 PMID: 21507289

Cosa pensa il dr. Fasano della celiachia?

http://www.italiaatavola.net/images/contenutiarticoli/Alessio%20Fasano.jpg

Vi propongo una interessante intervista al dr. Alessio Fasano – un esperto ricercatore di indiscussa fama – direttore del Center for Celiac Research presso l’University of Maryland
School of Medicine in downtown Baltimore
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Brevemente in poche domande ciò che pensa sul futuro della celiachia: la biopsia, la pillola, l’economia, l’aumento dell’incidenza e….. la pizza gluten-free!

Leggete l’intervista!