I betaglucani dell’avena

Spesso torno su alcuni argomenti cercando di dare le ultime novità…. allora ecco questa volta torniamo a parlare di avena.

Lo spunto viene da un recente post letto sul randomestrale Trashfood.

L’avena, uno dei cereali ammessi solo recentemente nella dieta gluten-free, ha una peculiare composizione chimica ed innumerevoli sono gli effetti benefici sulla salute (1). In particolare l’attenzione è stata posta su i beta glucani, polimeri del glucosio, considerati fibre vegetali solubili. Cosa sono i beta glucani? Perchè se ne parla?

Per rispondere all prima domanda basta seguire un paio di gradevoli lezioni della Prof. Ferretti.Qui la seconda.

Perchè se ne parla? Perchè giocano un ruolo importante nell’abbassare e/o regolare i livelli di colesterolo nel sangue. Sarebbe dunque un importante cereale dal quale ricavare farina da far entrare nelle nuove formulazioni di prodotti gluten-free.

Ma… attenzione a ben formulare i claim! Ecco un valido esempio……

Soggetti con celiachia potenziale e dieta senza glutine

Argomento alquanto dibattuto ma che recentemente ha trovato risposta! Siamo tutti d’accordo nell’affermare che il celiaco deve seguire una alimentazione senza glutine. Le cose si complicano, però quando parliamo del celiaco potenziale.

Un recente lavoro pubblicato su Journal of Proteome Research afferma che il celiaco potenziale deve seguire una alimentazione ed uno stile di vita senza glutine.

Chi è il celiaco potenziale? Perchè deve alimentarsi senza glutine? Queste sono le domande immediate che sorgono ad una prima lettura e allora cerchiamo di capire…..

Il celiaco potenziale è colui che ha un assetto genetico tipico della celiachia ma non ha alterazioni della struttura della mucosa intestinale. A questi soggetti si consigliava, fino a poco tempo fa, di rimanere a dieta libera ed di sottoporsi a screening periodici.

Oggi invece, numerosi studi hanno dimostrato che anche questi soggetti si giovano di una dieta senza glutine. Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca fiorentino del prof. Antonio Calabrò, ha dato ulteriore conferma.

E’ stato evidenziato che sia i celiaci conclamati che i potenziali hanno lo stesso fingerprinting. Questo significa che le alterazioni metaboliche causate dall’ingestione di glutine, possono precedere la comparsa della destrutturalizzazione della mucosa intestinale (atrofia dei villi) ed i conseguenti sintomi da malassorbimento.

E’ questa una ulteriore conferma alla precoce (prima che compaiano i sintomi) introduzione della dieta gluten free, con lo scopo di prevenire i danni alla mucosa ma anche alcune manifestazioni che spesso si associano alla celiachia.

via: PubMed

Buon Natale

Un augurio di cuore a tutti i voi amici e lettori, per un sereno Natale.

Inno alla vita
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, donala.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.

Madre Teresa di Calcutta

Il glutine (I° parte)

Si, vi presento il glutine. Sembra una burla o un errore di sistema, che ha postato un vecchio messaggio rimasto in memoria…. in realtà è bene tornare a parlare di glutine: il ben noto trigger ambientale della celiachia.

C’è ancora chi ha le idee poco chiare su questo illustre personaggio! C’è, infatti chi lo definisce una sostanza di natura lipidica oppure un carboidrato presente nella pasta oppure ancora, una fibra alimentare che aiuta i processi di digestione dell’organismo. Capite ora perché è bene parlarne!

Il glutine è un complesso alimentare di natura proteica.
In natura, nella cariosside o chicco (vedi figura) di alcuni cereali quali frumento, orzo, farro, segale, kamut…. troviamo le componenti proteiche che al momento dell’impasto (quando cioè uniamo farina ed acqua) formano il glutine.

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2009/01/cariosside-grano-1.jpg

Le proteine (7-18%) presenti nel chicco dei cereali, seppure in diverso rapporto, sulla base della loro solubilità in acqua o in alcol, possono essere raggruppate in: gluteline; prolammine; albumine e globuline. Sono le gluteline e le prolammine in grado di costituire la tipica struttura molecolare del glutine. Ecco perchè si dice che il glutine in natura non esiste!

L’importanza del glutine non è nutrizionale ma tecnologica infatti questa miscela proteica è in grado di assorbire adeguate quantità di acqua conferendo all’impasto tenacia, coesività, viscosità ed elasticità.

Sia le gliadine che le glutenine sono caratterizzate da una elevata percentuale di prolina e glutamina. Inoltre le gliadine sono proteine monomeriche con un peso molecolare di circa 28.000–55.000 dalton e sulla base della loro diversa struttura primaria possono essere classificate in: alfa/beta, gamma ed omega. Le glutenine, invece, hanno dimenzioni maggiori infatti il loro peso molecolare varia da 500.000 dalton a più di 10 millioni. Sulla base delle loro struttura primaria possono essere divise in subunità ad elevato peso molecolare (HMW) (PM = 67.000-88.000) e a basso peso molecolare (LMW) (PM = 32.000–35.000). Per le HMW è stata proposta un’ulteriore suddivisione in subunità: tipo x (ad alto peso molecolare) e tipo y (a basso peso molecolare). I modelli strutturali delle subunità HMW di tipo x e y sono principalmente costituiti da tre domini. All’estremità N-terminale è presente una sequenza non ripetitiva di 80-100 residui caratterizzati da 3-5 residui di cisteina. All’estremità C-terminale è contenuta una sequenza non ripetitiva di 42 residui, tra i quali uno di cisteina. Le sequenze ripetitive di 490-700 residui separano le due regioni.

Ciascuna proteina del glutine è costituita da 3 domini strutturalmente diversi. In particolare uno di questi domini contiene una peculiare sequenza ripetitiva ricca di glutamina e prolina.

Presto continueremo con l’approfondimento su questa miscela proteica così interessante da un punto di vista della biochimica, della tecnologia alimentare e della clinica.

approfondimenti:
- Chemistry of gluten proteins

Etichette nutrizionali: cosa vorremmo NON leggerci?

Stamattina leggendo questo interessante post mi sono posta la stessa domanda ma in versione gluten-free. Quali sono le 10 cose che gli italiani celiaci non vorrebbero trovare sulle etichette dei prodotti alimentari senza glutine?

Posso provare ad iniziare l’elenco:
- falsi loghi (spiga barrata non corretta)
- ingredienti grasso vegetale o olio vegetale non ulteriormente dettagliati
- elenco degli ingredienti estremamente lungo per prodotti molto semplici nella loro formulazione
……

Credo che vi siano venute in mente altre cose da aggiungere per arricchire questo elenco, che potrebbe diventare poi un’ottima base di discussione e confronto. Vi aspetto!

via: Il fatto Alimentare

Giornata no glutine

Nasce in Toscana, nelle scuole primarie e secondarie dei Comuni di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa, il progetto A tavola senza glutine.

http://www.saluteintoscana.it/wp-content/uploads/2010/11/senza-glutine.gif

Mercoledì 15 dicembre a mensa i bambini ed i ragazzi dei deu Comuni troveranno un menù naturalmente gluten-free, uguale per tutti. La sua somministrazione sperimentale permetterà di evitare la differenziazione dei bambini affetti da celiachia, di informare e coinvolgere anche tutti coloro che non la conoscono.

Il menù prevede:
polenta al ragù
crostino di pane no-glutine all’olio
pollo arrosto
patate lesse
castagnaccio.

Più natalizio il menù previsto per mercoledì 22 dicembre:
tortellini panna e prosciutto
arrosto di tacchino
spinaci saltati
panettone a fette.

Ottima idea! Cosa ne pensate?

Pseudocereali: nuovi e salutari ingredienti gluten-free

Amaranto, quinoa, grano saraceno sono questi i nomi dei più comuni pseudocereali utilizzati nella formulazione di prodotti senza glutine. Sono le farine ottenute dalle loro cariossidi che, mescolate in varie proporsioni con le farine ottenute dagli storici cereali quali mais e riso, cominciano a comparire sempre più spesso tra gli ingredienti di prodotti dietoterapici.

Questi ultimi sono stati sempre accusati per la loro scarsa qualità nutrizionale ma forse oggi, i tempi sono maturi per sfatare questo mito!

Recentemente un gruppo di ricercatori ha valutato i livelli di proteine, grassi, amidi, fibra alimentare e minerali sia nel chicco di amaranto (Amarantus caudatus, coltivato in Peru), quinoa (Chenopodium quinoa, coltivato in Bolivia) e grano saraceno (Fagopyrum esculentum Moench, coltivato in Cina), che nel pane ottenuto con le loro farine. Inoltre è stato valutato anche il contenuto in acidi grassi.

Il contenuto (espresso in percentuale su peso secco) di proteine nei semi varia da 16.5% dell’amaranto a 14.5% nella quinoa; valori poco dissimili dal quelli del chicco di grano (circa 12%). Il contenuto di grassi per l’amaranto e la quinoa è di 5.7% e di 5.2% rispettivamente, cioè circa il doppio di quello del grano saraceno (2.1%) e molto simile al grano (2.5%). Il contenuto di fibra vegetale più alto è stato trovato nel grano saraceno (29.5%), seguito dall’amaranto (20.6%) e dalla quinoa (14.2%) vs grano (17.4%).

L’analisi è stata, poi condotta su un derivato, il pane, ottenuto con le tre farine: di amaranto (A), di quinoa (Q) e di grano saraceno (GS). La composizione chimica di questi pani è stata confrontata con quella del pane di frumento con glutine. Anche in questo caso i dati hanno dimostrato che i pani ottenuti con farine di pseudocereali hanno valori di fibra alimentare, proteine e minerali, ben più alti rispetto a quelli ottenuti da pane con glutine.

E la composizione in acidi grassi? I dati indicano che tutti i chicchi dei cereali in studio sono ricchi di acidi grassi insaturi ed hanno un buon rapporto acidi grassi insaturi/saturi. In particolare l’acido grasso con la più alta percentuale nei semi di amaranto, quinoa e grano, è l’acido linoleico mentre nel grano saraceno la sua percentuale è uguale a quella dell’acido oleico. Il terzo, in ordine di importanza, è invece l’acido palmitico. La fonte più importante di acido alfa-linolenico è la quinoa (8.3%) seguita dal grano saraceno (2.2%) e l’amaranto (0.9%) vs il grano (3.8%).

e…. i minerali? I minerali maggiormente rappresentati nei chicchi sono calcio, magnesio, ferro e zinco. L’amaranto ha il più alto contenuto di calcio, magnesio e ferro mentre la quinoa ha il più alto contenuto di zinco e di ferro. 60.9 mg/100g è la quantità di calcio nel grano saraceno, cioè circa il doppio di quella trovata nella quinoa e nel grano. Simile è la situazione nei pani di pseudocereali, che hanno evidenziato valori molto più alti di calcio, magnesio, ferro e zinco rispetto al pane di frumento con glutine.

Dunque amaranto, quinoa e grano saraceno sono pseudocereali senza glutine sicuri per il celiaco ed ottime fonti di importanti nutrienti. Inoltre quando vengono usati come materie prime nella formulazione di prodotti gluten-free, sono in grado di migliorare significativamente il profilo nutrizionale. Prodotti che potrebbero essere sicuramente anche consigliati a tutta la popolazione.

fonte: Nutritive value and chemical composition of pseudocereals as gluten-free ingredients. Int J of Food Sciences and Nutrition, 2009.

Not only gluten free monthly

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Pronti per la rassegna mensile!

- dove faccio spesa oggi? – arriva la possibilità di fare spesa nei negozi specializzati;
- celiachia nell’adulto: tutta colpa dei batteri – un cambiamento del microbiota intestinale può essere alla base della slatentizzazione della celiachia;
- questo l’ho fatto io – ricettina!
- Schar day e Convegno ADI
- l’iPhon ha un’applicazione gluten-free – studiata un’aplicazione per aiutare i celiaci;
- Seedback: un video gioco sulla celiachia;
- Crackers di grano saraceno: un perfetto connubio di qualità nutrizionale e sensoriale – un recente studio ha evidenziato l’importanza nutrizionale del grano saraceno come materia prima gluten-free.