In questi giorni si rincorrono di testata in testata tre novità gluten free. Di cosa sto parlando?
Sto parlando di avena, grano monococco e criscito. Sono le tre nuove possibilità nell’alimentazione gluten-free, presentate dal Prof. Auricchio.
Avevamo già annunciato il convegno che si è tenuto a Napoli il 15 settembre ed avevo anche promesso che avremmo seguito i lavori…. dunque ecco le novità emerse.
Riguardo all’avena in realtà sappiamo già da tempo che la si può utilizzare in quanto contiene pochi frammenti tossici in grado di scatenare la risposta immunitaria tipica del celiaco.
L’altra novità riguarda il grano monococco, detto anche farro piccolo. Il motivo è analogo, cioè anche in questo cereale (ancora presente in Italia) ci sono meno frammenti tossici. Già qualche anno fa si era cominciato a guardare con interesse a questo tipo di grano (1, 2), grazie al Prof. Pogna ed oggi se ne torna a parlare.
Infine la terza novità riguarda la riscoperta di antiche tecniche di panificazione. Il Direttore del Laboratorio Europeo per lo studio delle malattie indotte da alimenti (ELFID), Prof. Troncone, ha spiegato che si può ottenere una diminuzione della tossicità del prodotto con glutine utilizzando il criscito. Questo è forse meglio noto come lievito madre o naturale o pasta acida e consiste in un impasto di farina ed acqua acidificato da un complesso di lieviti e batteri lattici che sono in grado di avviare la fermentazione.
In collaborazione con l’Università di Bari sono stati raccolti dati sperimentali: 10 celiaci hanno, per 3-6 mesi, mangiato prodotti ottenuti con la tecnica sopra descritta e non hanno avuto ripercussioni ne sugli esami sierologici ne su quelli istologici.
Ma c’è ancora altro….. Questa volta è il CNR di Avellino che propone una alternativa al recupero delle tradizioni: la modificazione della farina con enzimi batterici e aminoacidi, in grado di non attivare le cellule del sistema immunitario del celiaco.
E ancora…… c’è chi parla di grano transgenico. Un recente lavoro pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences ha evidenziato come grazie all’ingegneria genetica si riesca a bloccare l’espressione delle proteine tossiche nel grano.
Dunque tante le notizie non ci resta che augurare buon lavoro ai ricercatori che si stanno adoperando per la celiachia!
via: ELFID