La dieta senza glutine: nuova mania dietetica

Questa l’opinione di due grandi esperti.

Peter Green – direttore del Celiac Disease Center della Columbia University – sostiene che non esiste alcuna prova scientifica che la dieta gluten free possa giovare in altri casi.

Alessio Fasano – gastroenterologo pediatra all’University del Maryland – aggiunge: “questi sono i fatti: la celiachia è presente circa nell’1%della popolazione. Anche ammettendo che nei bimbi autistici colpisca il doppio, siamo al massimo 2%. Dov’è la base scientifica per un intervento massiccio come quello che alcuni chiedono? Nei diabetici la celiachia è al 10%, nelle persone con sindrome di Down è al 10%: che dovrebbero dire loro allora?“;

Karen Springen in un recente articolo sul settimanale Newsweek denuncia che il mercato gluten-free americano fattura circa 2 miliardi di dollari/anno. Come mai? Forse questioni di business e manovre di ciarlatani, portano ad un grande e crescente consumo di prodotti senza glutine. Solo il celiaco deve mangiare prodotti privi di glutine e questa miscela proteica non è certamente il pericolo pubblico numero uno!

La versione integrale del testo.

Test rapido per trovare glutine

Notizia dell’ultima ora…….Un nuovo sensore, veloce e preciso, darà la possibilità al celiaco di fare la spesa tranquillamente. A realizzarlo è stato il gruppo di ricerca composto da spagnoli e francesi: Alex Fragoso, Ciara O’Sullivan e colleghi.

Al momento le notizie sono frammentarie e poche. Il nuovo test sarà in grado di rilevare gliadina (una delle componenti proteiche del glutine) in quantità estremamente basse. Inoltre il test sarà estremamente veloce: pochi minuti contro le 8 ore impiegate dal test ELISA – attualmente in uso – per fare la stessa cosa.

Il lavoro uscirà il 15 dicembre sulla rivista Analytical Chemistry.

Cereales antiguos y celiaquia

Cereales, cereales antiguos, cereales menores son términos que poco están de acuerdo con la celiaquia!

Recientes estudios en cambio han demostrado que nuevas perspectivas se abren para los celiacos y por lo tanto algunos de estos cereales podrán ser utilizados como materia prima para los productos gluten-free. La verdad es que algunos de los cereales menores ya se utilizan porque naturalmente están privados de gluten pero ahora la atención esta puesta sobre el FARRO.

Es el Profesor. Norberto Pogna quien estudia estos cereales, hasta hoy prohibidos al celiaco porque contienen gluten. Aquí sus primeros datos (1).

¿Cuales fueron las cosas importantes que se debatieron en el seminario?

1. El farro o Triticum turgidum es considerado el padre de todos los trigos. Su historia inicia en el año 12000 a.C. cuando era principalmente el monococo (llamado farro pequeño) selvático y el dicoco (llamado farro grande) selvático. En el 9000 a.C el farro dicoco se vuelve especie cultivada y finalmente en el 3000 a.C ademas del monococo y dicoco selváticos o cultivados, aparecen el trigo duro cultivado (Triticum turgidum ssp. durum), el farro espelta cultivado (Triticum spelta) y el trigo tierno cultivado.

2. El Farro tiene una composición única de aminoácidos en las proteínas del gluten (sagazmente definido “cereales asesino”) y esto hace que sea mejor tolerado por los celiacos. ¿Por qué? A desencadenar una reacción típica de la celiaca son las prolaminas (gliadina y gluteninas) – solubles en alcohol presente en el endospermo de la cariópside. Estas moléculas son muy diferentes en los cereales, basta pensar que sólo el grano contiene de 65 a 80 moléculas diferentes de prolamine codificadas por más de un centenar de genes (alrededor de 20 lugares en 6 cromosomas). Su efecto es doble: citotóxicos (daños en la mucosa in vitro y en vivo) – ejercida por el “fragmento 13-mer”, – e immunogénico (activación de los linfocitos T de la mucosa intestinal) – ejercida por el “fragmento 33-mer”. Estudios recientes han demostrado que en el farro falta el fragmento 13-mer, lo que explica la menor toxicidad del farro. Por la misma razón se permite al celiaco la avena.

Una pregunta que queda abierta: ¿podría el efecto citotóxico, ejercitado por el fragmento 13-mer, ser el primer paso de la enfermedad celiaca?

3. Se ha identificado otro el “fragmento 10-mer” llamado de protección porque es capaz de bloquear el efecto citotóxico e immunogénico. El 10-mer se encuentra en concentraciones elevadas en las legumbres (porotos, arbejas, habas, garbanzos, almorta). A partir de esta observación nació una sugestiva idea sobre la aparición de la celiaquia. En el Neolítico el hombre era recolector-cazador. Recolectaba vegetales silvestres. El hombre de Similaun (3350-3100 a.C.) que se nutria de pan de grano monococo (farro pequeño porque la espiga es pequeña, se podía exfoliar y contiene poquísimo gluten), legumbres y carne es testimonio. Mucho tiempo después inició la domesticación de los cereales y entonces el consumo de grano duro. Sobre esta base se logra explicar como las pequeñas comunidades primitivas han logrado sobrevivir a la celiaquia.

Se puede entonces afirmar que del encuentro entre el polimorfismo del hombre – no todos los celiacos son iguales (genes HLA)- y el polimorfismo de los cereales – no todos los cereales (gluten) son iguales – nace la celiaquia! Además podríamos invitar a los investigadores a tomar referencia a la naturaleza para realizar un trigo moderno con propiedad antigua, o sea con poco gluten.

BioAesis

BioAesis un hecho conocido hoy y que voy a presentar ahora. Conocí a Laura, una bióloga que trabaja en este laboratorio especializado en análisis del área sanitaria y agroalimentaria.

¿Por qué hablar de ello? Porque gracias a GenoKit estoy capacitada para determinar la predisposición genética de numerosas patologías y en particular para la enfermedad celiaca.

Genokit – es una prueba rápida (7-8 días para el informe) a realizar una sola vez en la vida – permite hacer una muestra no invasiva de células de la mucosa bucal gracias a dos tapones y de seguir sucesivamente – con la metódica PCR-SSP – el análisis de los lugares génicos de la región HLA implicados en la celiaquia.

Si son de Jesi pueden presentarse en Via San Giuseppe o también pueden contactarse aquí!

Al via il progetto “Colazione-bar”

Continua l’impegno di AIC nel dare sempre più possibilità al celiaco di avere una vita sociale sovrapponibile a chi vive con glutine!

Parte il progetto “Colazione-bar

Questo significa che al bar si potranno trovare prodotti senza glutine dolci e salati: biscotti, crackers, schiacciate… da consumare con un buon caffè o cappuccino. Al momento i prodotti saranno tutti venduti già confezionati in mono-porzione.

Buona colazione!

Mangiare fuori casa è ancora un problema

E’ ormai da tempo che AIC ha attivato il progetto Alimentazione Fuori Casa (AFC) creando un network di locali informati su territorio nazionale, allo scopo di dare la possibilità al celiaco di avere menù idonei gluten-free fuori dalle mura domestiche.

Grazie alla legge 123 (1), il celiaco ha diritto al pasto gluten-free nelle mense scolastiche, ospedaliere, pubbliche e private. Eppure…….

Eppure da una indagine condotta dall’Azienda Usl di Bologna in collaborazione con AIC Emilia Romagna è emerso che, alla domanda “mangi fuori casa?“, il 94% dei celiaci intervistati ha risposto “si, almeno mensilmente“. Di questi il 49% pranza in mensa:
- il 23% da 5 a 20 volte al mese,
- il 18% da 1 a 10 volte al mese,
- il 17% più di 20 volte al mese.

Inoltre …… Le mense aziendali quasi mai forniscono prodotti senza glutine garantiti, mentre migliore è la situazione nelle mense scolastiche ed ospedaliere.

E allora cosa si fa? Il 54% dei celiaci intervistati si porta obbligatoriamente il cibo da casa mentre il 2% rinuncia a mangiare fuori casa.

Come mai questa realtà così poco confortante? Sarà così anche nelle Marche? E nella nostra provincia? Perchè non ripetere l’esperienza? Potrebbe essere un’ottima tesi o……., io sono disponibile!

BioAesis

BioAesis una realtà conosciuta oggi e che vi presento subito. Ho incontrato Laura, biologa che lavora in questo laboratorio specializzato in analisi dell’area sanitaria e agroalimentare.

Perchè parlarne? Perchè grazie a GenoKit sono in grado di eseguire la determinazione della predisposizione genetica per numerose patologie e in particololare per la celiachia.

Genokit – un test veloce (7-8 giorni per il referto) da eseguire una sola volta nella vita – permette di fare un prelievo non invasivo di cellule della mucosa della bocca grazie a due tamponi e di eseguire successivamente – con la metodica PCR-SSP – l’analisi dei loci genici della regione HLA coinvolti nella celiachia.

Se siete jesini potete andare in via San Giuseppe altrimenti potete prendere contatti qui!

Cereali antichi e celiachia

Cereali, cereali antichi, cereali minori sono termini che poco vanno d’accordo con celiachia!

Recenti studi invece hanno dimostrato che nuove prospettive si aprono per il celiaco e quindi alcuni tra questi cereali potranno essere utilizzati come materie prime per i prodotti gluten-free. A dire il vero alcuni tra i cereali minori sono già utilizzati perchè naturalmente privi di glutine ma ora l’attenzione è sul FARRO.

E’ il Prof. Norberto Pogna a studiare questo cereale, ad oggi ancora proibito al celiaco perchè contiene glutine. Ecco i suoi primi dati (1).

Quali le cose importanti illustrate al seminario?
1. Il farro o Triticum turgidum è considerato il padre di tutti i frumenti. La sua storia inizia nel 12000 a.C. quando era per lo più il monococco (detto farro piccolo) selvatico ed il dicocco (detto farro grande) selvatico. Nel 9000 a.C il farro dicocco diviene specie coltivata ed infine nel 3000 a.C oltre al monococco e dicocco selvatici o coltivati, compaiono il frumento duro coltivato (Triticum turgidum ssp. durum), il farro spelta coltivato (Triticum spelta) e il frumento tenero coltivato.

2. Il farro ha una peculiare composizione in aminoacidi delle proteine del glutine (sagacemente definito cereal killer) e questo lo fa essere meglio tollerato dal celiaco. Perchè? A scatenare la reazione tipica della celiachia sono le prolamine (gliadine e glutenine) – proteine solubili in alcol presenti nell’endosperma della cariosside. Queste molecole sono molto diverse nei cereali, basti pensare che solo il grano contiene da 65 a 80 diverse molecole di prolamine codificate da più di un centinaio di geni (circa 20 loci in 6 cromosomi). Il loro effetto è duplice: citotossico (danno mucosale in vitro e in vivo) – esercitato dal “frammento 13-mer” – ed immunogenico (attivazione linfociti T della mucosa intestinale) – esercitato dal “frammento 33-mer”. I recenti studi hanno evidenziato che nel farro manca il frammento 13-mer e questo spiega la minore tossicità del farro. Per lo stesso motivo è permessa al celiaco l’avena.

Una domanda rimane aperta: potrebbe l’effetto citotossico, esercitato dal frammento 13-mer, essere il primo passaggio della celiachia?

3. E’ stato identificato un altro “frammento 10-mer” detto protettivo perchè è in grado di bloccare l’effetto citotossico e immunogenico. Il 10-mer si trova in concentrazioni elevate nei legumi (fagioli, piselli, fave, ceci, cicerchia). Da questa osservazione è nata una suggestiva idea sulla comparsa della celiachia. Nel Neolitico l’uomo era raccoglitore-cacciatore. Raccoglieva vegetali spontanei. L’uomo di Similaun (3350-3100 a.C.) che si nutriva di pane di grano monococco (farro piccolo perchè a spiga piccola, che si sfalda e con pochissimo glutine), legumi e carne ne è testimonianza. Molto tempo dopo inizia l’addomesticazione dei cereali e quindi il consumo di grano duro. Su questa base si riesce a spiegare come le piccole comunità primitive siano riuscite a sopravvivere alla celiachia.

Si può allora affermare che dall’incontro tra il polimorfismo dell’uomo – non tutti i celiaci sono uguali (geni HLA)- e il polimorfismo dei cereali – non tutti i cereali (glutine) sono uguali – nasce la celiachia! Inoltre potremmo invitare i ricercatori a prendere spunto dalla natura per realizzare un frumento moderno con proprietà antiche, cioè con poco glutine.

Aftas y celiaquía

¿Quien no ha experimentado una fastidiosa y dolorosa herida en la boca: el afta?

Estomatitis aftosa y ulcera aftosa, si la herida es múltiple o crónica, son las definiciones mas correctas de la dolorosa ulcera en el interior de la boca debida a una rotura de la mucosa. Causa de las aftas son el estrés, traumas, carencia de hierro, folato, zinc y vitamina B12. En general sujetos afectados por la enfermedad de Crohn, colitis ulcerosa y/o síndrome de Reiter, están comúnmente más golpeados.

Un reciente estudio ha señaló que las aftas periódicas pueden ser consideradas un indicador de riesgo para la enfermedad celiaca.