Dieta gluten-free: ma quanto mi costi?

Il costo elevato della dieta senza glutine non è un problema solo italiano, ma in Italia lo Stato interviene.

Un recente studio americano (1) ha dimostrato quanto la dieta senza glutine sia onerosa. E’ stato preso in esame un paniere di prodotti con e senza glutine e sono stati considerati sia i luoghi di acquisto che i loro prezzi.

Altri lavori confermano la situazione (2).

E’ dunque necessario sviluppare strategie per una migliore gestione economica delle dieta senza glutine allo scopo di garantire anche una migliore compliance. In Italia è il Servizio Sanitario Nazionale che eroga mensilmente un importo spendibile in farmacia, diverso per sesso ed età. Siamo tutti concordi nel dire che non è sufficiente ma almeno c’è qualcosa!

Trattamenti non dietetici per la celiachia

Prendendo spunto dalla domanda di Clara parliamo delle novità in campo terapeutico della celiachia.

Se soli 5 anni fa ci fossimo posti la domanda “è possibile un trattamento alternativo alla dieta gluten-free per la celiachia?” la risposta sarebbe stata NO. Oggi invece è SI e possiamo anche aggiungere che sono almeno tre le possibilità vicine a noi.

Alcuni rimedi possono essere applicati a scopo preventivo, altri in fase di celiachia diagnosticata.

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Mercato senza gutine: facciamo il punto della situazione

Preparare la relazione per domenica 4 febbraio è stata una buona occasione per fare il punto della situazione sul mercato dei prodotti senza glutine. Mercato gluten-free: etichette alimentari, packaging e scelte consapevoli, questo il titolo del mio intervento.

Tre sono le caratteristiche del mercato: piccole dimensioni – la domanda è anelastica ed infine i prezzi sono troppo elevati.

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Medico di base ed informatica: “Case-finding”

Una marcia in più per la diagnosi di celiachia, così il dr. Giulio Pirolo – medico di medicina generale – ha presentato, ieri – all’assemblea regionale AICVeneto – un nuovo strumento informatico.

Numerosi sono i medici di base che oggi utilizzano il computer per aggiornare velocemente la cartella clinica dei propri pazienti, per fare prescrizioni mediche e altro ancora. Ora con il sistema case-finding si vuole aiutare il medico a riconoscere la celiachia.

Il programma prevede la comparsa di un avviso (flash) quando durante la compilazione della cartella clinica in formato elettronico vengono registrate una o più delle seguenti condizioni: anemia sideropenicacolon irritabileipertransaminemia.

L’avviso ricorda al medico che il soggetto potrebbe essere celiaco e quindi consiglia il controllo degli anticorpi antitrasglutaminasi (anti-tTG).

Il progetto è stato presentato al 24° congresso SIMG, che si è tenuto a Firenze lo scorso novembre mentre la sperimentazione – in Veneto – partirà a marzo. Questo l’indirizzo dedicato: simg.belluno@simg.it

Qualcosa di simile è stato fatto anche in America ed ha riscosso successo. I risultati sono stati pubblicati recentemente (1).