L’Esperto risponde: Stop alle telefonate

“Questa è l’ultima telefonata” – così più o meno è suonata la frase della signorina del call-center giunta mercoledì sera alle ore 19.00!

Ora, dunque è tempo di consuntivi. Siamo infatti a poche ore dalla chiusura della settimana interamente dedicata all’informazione chiara – semplice e scientificamente corretta su Sensibilità al Glutine e celiachia (Meglio Senza Glutine).

Una iniziativa che quest’anno ha compiuto il suo II anno di vita. Fortemente voluta da DS-Gluten Free si è svolta con il supporto scientifico del Dr. Schär Institute e il patrocinio dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI). Nelle ultime ore prima dell’inizio delle prime telefonate da parte degli utenti, una sorpresa….. è arrivata la notizia che anche la RAI e Radio 1 sostenevano l’iniziativa!

Ovviamente…. Grande soddisfazione (!) tutto ciò supportato e soprattutto confermato dai dati… ecco i primi numeri:
l’Esperto risponde ha totalizzato 976 le prenotazioni e ben oltre 800 i consulti telefonici che gli esperti hanno evaso.

Anche io ho dato il mio piccolo contributo nei tre giorni e mi associo al coro di voci che positivamente raccontano l’accaduto: tante chiamate – pertinenti domande – interessati e interessanti interlocutori telefonici… attenti e curiosi nel ricevere informazioni precise e dettagliate dagli esperti oltre che a cercare una seppur minimo e veloce rapporto di fiducia in quelle poche battute via cavo….. a mio avviso tutto perfettamente centrato!

Giovedì, invece, sempre nella settimana dedicata all’informazione ho tenuto a battesimo ben 5 gemellini…. Sto parlando degli 5 nuovi formati di pasta DS-Gluten Free brand del gruppo Dr. Schär. Era con me anche Diego Buongiovanni, che grazie alla sua estrosa-succulenta maestria – ha offerto ghiotte degustazioni dei diversi formati gluten free presentati.

E’ stato un simpatico-utile open day a Milano durante il quale numerosi giornalisti hanno avuto modo di fare interviste, registrazioni e … appunto anche degustazioni per conoscere meglio la sensibilità al glutine, la celiachia, l’allergia al frumento e la vera protagonista: la pasta!

Gradita sorpresa è stato però anche … la visione del primo educational sulla sensibilità al glutine, celiachia e il suo responsabile: il glutine. Un gran bel lavoro nei contenuti, nella grafica, nella musica…. spero presto di condividere la visione con tutti voi ☺

Fusilli, Penne, Spaghetti, Gnocchi e Lasagne sono i loro nomi di battesimo mentre farina di mais e farina di riso sono gli ingredienti principali. Che cosa mi ha colpito? Diverse cose….partiamo dall’esterno…

Finalmente una buona Food Image: credo che la finestra di visione del prodotto più ampia del solito insieme alla foto del piatto con la ricetta riportata al lato della scatola – siano ottimi spunti per il consumatore celiaco. Ora è una pasta reale e accattivante. Il prodotto ha un ottimo colore – determinato dal giusto mix di farina di mais e riso – pertanto deve essere visto!

Buona l’ingredientistica: mais 100% italiano e riso. Il mais migliora il nerbo e la tenuta di cottura oltre che – grazie alla porosità impartita al formato – trattiene meglio il condimento proposto.
Il riso d’altro canto è invece importante per migliorare la digeribilità oltre che alla capacità di impedire che ci sia un innalzamento immediato della glicemia post-prandiale, grazie alla quantità di amido. Ciò è smorzato ancora di più dalla presenza di fibra alimentare: circa 3g/100g di prodotto.

E’ vero…. i più attenti osservatori avranno subito da ridire che continuano a rimanere i mono- e digliceridi di acidi grassi…. Non commento ma faccio solo notare che stiamo parlando di una pasta confezionata e gluten free pertanto è necessario un emulsionante per legare tra loro gli ingredienti ed ottenere un prodotto che possa essere trafilato, estruso etc.. oltre che in pentola, prima e nel piatto, poi, non si rompa, mantenga la cottura, trattenga il sugo…. Per definizione i migliori emulsionanti sono proprio loro… i mono e di-gliceridi di acidi grassi!

Altra nota di merito: la quantità di sale che è pari solo a 0.03g/100g di prodotto.

Proviamo a girare la scatola…. Anche nel RetroPack sagaci peculiarità! La prima …. c’è una informativa sulla qualità delle materie prime e sulla awarness del gluten free. La seconda novità riguarda l’EcoPack, cioè è una scatola totalmente reciclabile nel rispetto dei valori aziendali di sostenibilità.

Vi ho incuriosito un po? Ho solleticato la vostra curiosità su Glutine&Reazioni avverse? Bene, due cose potete fare:
- correte in farmacia e chiedere al vostro farmacista di fiducia la nuova pasta ☺
- continuare a seguire la campagna on line sull’awarness per tutto l’anno. A partire da Settembre, sarà declinata, infatti anche mezzo stampa sulle principali riviste nazionali!

Un piatto di lenticchie = un piatto di salute

Non sempre apprezzati questi piccoli ovali convessi di colore marrone, verde o arancione in relazione alla specie (cultivar). Sto parlando di lenticchia (Lens culinaris L.) che ha suscitato l’interesse della comunità scientifica data la sua peculiare-ricca composizione chimica e i suoi numerosi effetti sulla salute dell’uomo.

La lenticchia, un legume noto fin dall’inizio della civiltà umana, è stata per troppo tempo poco apprezzata e la stessa saggezza popolare ha messo in evidenza piuttosto i suoi difetti. Un proverbio marchigiano così suona: infelice il corpo di colui che mangia lenticchie…. e ancora un proverbio siciliano recita: la lenticchia resta nello stomaco per tre giorni….

Entrambi fanno riferimento alla scarsa digeribilità ma…. ogni tanto l’antica sapienza tanto sapiente non è!
Probabilmente questa cattiva fama deriva piuttosto dai condimenti utilizzati dai nostri nonni o agli abbinamenti gastronomici gustosissimi ma non proprio dietetici quanto piuttosto impegnativi da un punto di vista digestivo (cotechini, zamponi, cotenne di maiale).

Recentemente invece la lenticchia è oggetto di una interessante review pubblicata su Meditterranean J Nutrition and Metabolism in cui i ricercatori hanno raccolto evidenze scientifiche concrete che supportano la sua ricchezza nutrizionale in relazione agli innumerevoli effetti positivi sulla salute umana.

Lo sapevi che…..
…. la produzione mondiale di questo prodotto vegetale – appartenente alla famiglia delle leguminose – è pari a 2.83 milioni di tonnellate (dati FAO) di cui la maggior parte in Canada (36.9%) e in India (28.7%) mentre a seguire nel Nepal, Cina e Turchia. La lenticchia è ben presente nella cucina mediterranea e molto apprezzata poichè i suoi tempi di cottura sono di circa 7 min. vs 23-26 min. per gli altri legumi.

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Ma torniamo al suo valore ….. nutrizionale ed in particolare partiamo soddisfacendo subito chi ama la matematica e le calorie! 100g di lenticchia equivalgono sul piano calorico a circa 250g di carne o 118g di pane integrale.
Ben diversa è invece la sua composizione chimica, ricca di…
- proteine e composti azotati bioattivi quali lectine (da non confondere con le glico-proteine!), proteasi – definite storicamente come fattori anti-nutrizionali – defensine (peptidi globulari compatti);
- carboidrati (47.1%) quali frazioni di amido-resistente, oligosaccaridi e fibra alimentare. Importanti per la crescita e mantenimento della microflora intestinale sono alcuni oligosaccaridi quali alfa-galactosidi, raffinosio, stachiosio, ciceritolo e verbscosio;
- grassi (solo 1.4g/100g) principalmente rappresentati da acidi grassi saturi (SFA), monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA);
- minerali (3-5g/100g) quali soprattutto magnesio, fosforo, calcio, zolfo, sodio, potassio (nel rapporto di 30:1-90:1), ferro (poiché bassa è la biodisponibilità potrebbe essere utile la cottura o la geminazione o la fermentazione). Rame, manganese, molibdeno e bario sono invece presenti solo in tracce mentre il contenuto di selenio è molto variabile in relazione al terreno di coltivazione;
vitamine importanti sono folati, tiamina (B1), riboflavina che insieme alle altre vitamine solubili in acqua quali niacina, acido patotemnico, piridossina costituiscono un pool eterogeneo. A queste si aggiungono la vitamina E ed il fellochinone o vitamina K. Di questa ultima è importante notare come il basso quantitativo (5 microgrammi/100g) renda la lenticchia facilmente utilizzabile anche dai cardiopatici che utilizzzano warfarina come anticoagulante.

Ecco allora come la lenticchia si pone su un piano privilegiato rispetto ad altri membri della famiglia (!) quali fagioli, ceci, fava ed altri.
Ma c’è dell’altro infatti recentemente è stata evidenziata una pletora di phytocomposti essenziali e bioattivi che ben risponde alle esigenze di prevenzione primaria nei confronti delle patologie cronico-degenerative che alle esigenze nutrizionali di chi segue regimi alimentari peculiari quali ad esempio i celiaci, i vegetariani, i vegani….

Stiamo parlando di composti fenolici (ben 14 specie diverse!) quali polifenoli, tannini e flavonoli. La lenticchia è la principale fonte alimentare di fitosteroli insieme ai cereali ed in particolare di
- beta-sitosterolo (15-24mg/100g);
- acido fitico e fitati
- saponine, la cui concentrazione è legata all’età biologica della pianta;
- lectine o emoagglutine
- defensine che rappresentano la risposta di immunità innata peculiare del regno vegetale
- inibitori di proteasi quali ad esempio inibitori della tripsina considerata storicamente un fattore anti-nutrizionale poiché in grado di diminuire la digeribilità del piccolo seme.

Le evidenze scientifiche confermano dunque come la lenticchia sia un vero e proprio arsenale di metaboliti primari e secondari che permettono la salvaguardia della salute dell’uomo. Può essere definito un alimento funzionale nella profilassi e terapia di molte patologie croniche quali patologie cardio-vascolari, tumori, diabete poiché i composti bioattivi sono coinvolti nei numerosi meccanismi molecolari e genetici che sottendono alle diverse patologie menzionate.

Dunque ora diventa fondamentale migliorare le tecniche agricole per garantire una buona produzione e le preparazioni culinarie.

Vi auguro Buon Appetito e credo che ora concordiate con me che è da sfatare il luogo comune che trova fondamenta storiche nell’episodio di Esaù!

Chiacchierando di…. Sensibilità al glutine

Esattamente dal 2011 che sentiamo parlare di Sensibilità al Glutine, ora si aggiungono altre novità e dunque è bene chiarire e approfondire!

Nella grande famiglia dei disturbi glutine correlati, 3 sono le patologie che maggiormente in questo ultimo periodo sono sotto la luce dei riflettori e suscitano l’interesse sia della comunità scientifica che profana (!). In base alle ultime acquisizioni si distinguono la Sensibilità al Glutine, la Celiachia e l’Allergia al Frumento. Molti i punti in comune ma anche tante le differenze.

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Partiamo dal responsabile di tutto ciò che è… il glutine.

Il glutine è una miscela proteica peculiare di alcuni cereali quali frumento, segale, farro, kamut, orzo, triticale e spelta. Di conseguenza è presente in tutti i prodotti derivati: dalla farina al pane, pasta, pizza, biscotti fino a tutti i prodotti da forno dolci e salati. Inoltre è sempre bene fare attenzioni anche ai prodotti che potrebbero essere contaminati dal glutine durante le fasi lavorazione, cottura e/o confezionamento.
Da un punto di vista biochimico è costituito da prolammine e glutenine che al momento dell’impasto di strutturano a formare un reticolo tridimensionale dalle proprietà tecnologiche così interessanti quali quelle visco-elastiche. Per chiarire ….

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Proseguiamo con la definizione partendo da quella che storicamente è la più nota.
La celiachia – patologia autoimmune geneticamente determinata (associata agli aplotipi DQ2 e DQ8 del sistema HLA) che coinvolge principalmente l’intestino. La reazione del sistema immunitario al trigger ambientale – il glutine – danneggia l’intestino. Se non diagnosticata e curata si possono verificare fenomeni di malassorbimento fino a patologie più gravi quali il linfoma intestinale. Lo specialista ha a disposizione un preciso e dettagliato percorso diagnostico che si compone di esami specifici ematici fino alla biopsia intestinale per confermare la diagnosi.

Ben nota e ben definita anche l’Allergia al frumento – questa conosciuta anche come allergia del fornaio, è una reazione IgE mediata nei confronti delle gliadine e comprende asma da farina o rinite interessa soprattutto cute e apparato respiratorio. Test allergologici (prick test e RAST specifici) possono fare chiarezza e dare la certezza che si tratta di allergia al frumento.

La nuova nata invece la Sensibilità al Glutine – un problema più diffuso di quanto si possa pensare e autorevoli studi ne danno conferma. Nel 2011 durante la prima Consensus Conference le prime osservazioni dagli esperti sono state raccolte e trasformate nel primo algoritmo diagnostico-scientifico. Oggi, dopo il Second International Expert Meeting on Gluten Sensitivity, si da una nuova e più precisa definizione (!): la Sensibilità al Glutine Non Celiaca (SGNC).

Questo per sottolineare come, in assenza di marker diagnostici specifici per la SGNC, è sempre necessaria una procedura diagnostica di esclusione della celiachia e dell’allergia al grano.

La SGNC è una condizione che si manifesta principalmente con:
- dolori addominali (68%) anche con bruciore alla bocca dello stomaco, nausea e vomito, gorgoglii e gas intestinale, stitichezza e diarrea;
- rush cutaneo (40%);
- senso di affaticamento, intorpidimento di braccia e gambe, crampi muscolari e dolori articolari;
- mente annebbiata (35%) o mal di testa;
- gonfiore addominale (25%).

Allo stato attuale tutti gli studi concordano nel confermare l’identikit abbozzato l’anno scorso: la SGNC è donna. Nella maggior parte dei casi sono colpite donne di età compresa tra i 25 ed i 45 anni e solo recentemente sono stati discussi alcuni casi pediatrici caratterizzati – a differenza degli adulti – da sintomi gastrointestinali.

I più scettici fanno notare che c’è forte sovrapposizione tra Sensibilità al Glutine Non Celiaca e Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS)!

Studi australiani, italiani ed europei di recentissima pubblicazione, dimostrano come una diagnosi di SGNC sia in grado di spiegare e curare una consistente casistica di casi IBS. Se in Italia circa il 16-25% della popolazione soffre di IBS, è stato recentemente dimostrato come almeno un 28-30% di questi potrebbero essere sensibili al glutine, in virtù della loro risposta positiva alla una dieta senza glutine.

Nuove evidenze epidemiologiche per la SGNC. La combinazione dei dati NANHES e della casistica IBS. Inoltre l’Amilase Tripsin Inhibitor (ATI), è il nuovo tassello nella definizione della patogenesi della SGNC.
Gli ultimi studi presentati da Detlef Shuppan, Professore di Medicina Molecolare and Traslazionale all’Università Mainz in Germania, illustrano come in questi disordini, oltre alla gliadina, potrebbe avere un ruolo anche l’ATI, frazione proteica che migra insieme al glutine, che si è dimostrata essere un fattore scatenante di allergia al grano e che, secondo gli esperti potrebbe stimolare l’immunità innata dell’intestino, “meccanismo d’innesco” alla base della SGNC.

La terapia?
La terapia accomuna tutti i disturbi glutine correlati discussi fin’ora: una rigorosa alimentazione gluten free. La dieta Mediterranea viene declinata nella versione gluten free e dunque rimangono sempre proponibili ed attualizzabili sia il modello alimentare caratterizzato dall’abbondanza di prodotti vegetali (attenzione ai cereali contenenti glutine!) che lo stile di vita. Quest’ultimo inteso come un insieme complesso di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, fino ad arrivare alle colture – raccolta – pesca – conservazione – trasformazione – preparazione e soprattutto consumo del cibo.

Ciò che potrebbe fare la differenza è la durata della terapia. Sappiamo ormai bene che nel caso della celiachia l’alimentazione gluten free è per tutta la vita mentre siamo sempre più convinti che nel caso della SGNC questa potrebbe essere adottata dal soggetto solo per un periodo di tempo limitato. Ancora da capire PER quanto tempo!

Ulteriori dettagli sono disponibili nel sito Meglio Senza Glutine mentre delucidazioni ulteriori, consigli, curiosità si potranno ricevere durante la seconda settimana di informazione che prenderà il via il 10 giugno.

Taste of Milano vs Settimana d’Informazione!

Oggi – venerdì 31 maggio – al grande evento Taste of Milano entra il gluten free. Abbiamo già accennato al suo significato e alla sua importanza ma ora se ne aggiunge un altro ancora. Segna infatti segnare il via di una importante iniziativa: la seconda settimana nazionale di informazione su Sensibilità al Glutine Non Celiaca e Celiachia.

L’anno scorso è stato il battesimo ed ora dato il successo riscosso ecco che si promuove la seconda edizione sempre con di scopo di avere un dialogo – a carattere puramente gratuito – tra utente e esperti: gastroenterologi, nutrizionisti e dietisti, prenotandosi entro il 4 giugno visitando il sito meglio senza glutine.

Perchè parlarne qui? Bhè prima di tutto perchè è uno spazio dedicato a tematiche gluten free ed in secondo luogo perchè tocca a me essere madrina di tutto ciò! Stasera dalle 19.00 alle 24.00 sarò nel corner dedicato e condivideranno l’esperineza due ben noti chef: Andrea Alfieri e Andrea Provenzani. Durante la settimana d’informazione, sempre in qualità di specialista in Scienze dell’Alimentazione, risponderò telefonicamente alle vostre chiamate!

L’iniziativa si svolgerà dal 10 al 16 giugno ed è promossa da DS – gluten free con il supporto scientifico dal Dr. Schär Institute ed il patrocinio dell’Associazione Italiana di Dietetica e di Nutrizione Clinica (ADI).

30 esperti internazionali dei disturbi glutine correlati si sono riuniti a dicembre a Monaco di Baviera nel Second International Expert Meeting on Gluten Sensitivity con l’obiettivo di definire lo stato di avanzamento della ricerca sia sull’ultima nata, cioè la Sensibilità al Glutine Non Celiaca (SGNC), che sulla Celiachia. Ora è doveroso rendere noti i risultati e ciò sarà fatto con la pubblicazione di un documento “state of the art” e incontrando-educando l’opinione pubblica durante la settimana dedicata.

Numerose ed interessanti sono le novità da discutere e dunque in questa settimana cercate di approfittare chiedendo – chiedendo – chiedendo e prestando attenzione ai media!

Sono disponibili due interessanti quanto dotte interviste del
- Prof. Carlo Catassi – Dipartimento Pediatria, Università Politecnica delle Marche e Coordinatore del comitato scientifico del Dr. Schär Institute
- Prof. Alessio Fasano – Direttore Mucosal Biology Research and Center for Celiac Research Univerity of Maryland, Baltimora e membro del Dr, Schär Institute

Taste of Milano: arriva il gluten free!

Proprio ieri è arrivata la conferma grazie ad una simpatica quanto impegnativa telefonata con Petra (!). Di cosa sto parlando? Della mia partecipazione a Taste of Milano

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Un interessante quanto ghiotto evento che si terrà a Milano dal 30 maggio al 2 giugno, giunto quest’anno alla sua rinnovata IV edizione. Ben 14 saranno i grandi chef, che nei 14 top-ristoranti di Milano e dintorni, prepareranno circa 36 piatti (3 per ogni ristorante) da degustare accompagnandoli con buon vino e assaggiandoli nelle aree design e relax presenti vicino a ciascun ristorante!

Il programma prevede anche showcooking e masterclass, degistazioni, blind taste, workshop, cake design, presentazioni e altro ancora. Bhè … perché parlarne qui visto che per i gluten free è tutto rigorosamente proibito? Niente affatto quest’anno il gluten free entrerà a pieno titolo nel più grande Restaurant Festival!

Personalmente avrò la possibilità di portare il mio contributo professionale venerdì 31 maggio dalle ore 19.00 alle 24.00 presso il corner dr Schar oltre che affiancare sul “palco dello chef” dalle 20.20 alle 20.50, Andrea PROVENZANI. Un autodidatta (come lui si definisce!) sempre alla ricerca di materia prima necessariamente di alta qualità che ha sposato la filosofia delle tre T: Terra, Territorio e Tradizione. Preparerà un menù gluten free e a me spetta fare una introduzione e accompagnarlo durante il simpatico “spadellamento” ☺

Ho accettato con molto piacere questo invito perché credo che rappresenti un momento topico nella storia del senza glutine. Tanto le Aziende hanno fatto nel mondo del trasformato, del confezionato…. Ora, a mio modo di vedere, i tempi sono maturi per parlare di altro: promuovere/valorizzare il fresco ma soprattutto il fresco di alta qualità. Ancora una volta è la dr Schar, già ben nota leader del mercato, che insime a DS accolgono abilmente la sfida. Dr Schar ha deciso, infatti di accompagnare in modo sobrio ed elegante – come la più saggia e sapiente madrina – l’ingresso del prodotto gluten free in quello che è considerato l’appuntamento gourmet più atteso di tutto l’anno: il più grande Restaurant Festival del mondo.

Farò del mio meglio per divulgare correttamente ciò che significa vivere i disturbi glutine correlati quali la celiachia e la sensibilità al glutine e…. vi aspetto!

La fibra alimentare: scarsa!

Prima di entrare in dettaglio due parole ….. Non troverete più solo tabelle, confronti, numeri ma…. considerazioni, spunti su cui riflettere, osservazioni… Si, questo è quello che ora condivido perché credo più funzionale ad un acquisto consapevole in un mercato dalle dimensioni ciclopiche e che si muove ad una velocità impressionante.

Parlare oggi di prodotti gluten free è veramente imponente e soprattutto quasi impossibile se si vuole essere in equilibrio come la bolla della livella! Non è possibile rimanere ancorati alla tecnica/metodo del confronto e al contempo voler offrire una analisi esaustiva, attendibile e autentica! Mi spiego meglio…..

Quando alcuni anni fa (esattamente nel 2005!) cominciai a curiosare tra le etichette gluten free sia nutrizionali – affondando il naso nella famigerata tabellina dei nutrienti – che non – passando la lente d’ingrandimento soprattutto sull’elenco degli ingredienti – ero solita fare confronti del tipo A vs B vs C e così via. Oggi credo che tutto ciò sia praticamente impossibile. Il numero dei prodotti sale vertiginosamente di giorno in giorno ed in particolare per ciascuna categoria merceologica… Pensiamo al pane o al cracker o al biscotto fino alla pasta e molto altro ancora. Solo in casa dr Schär troviamo ben 14 tipologie diverse di pane senza considerare il surgelato (dr Schär nasce come forno!); in casa NutriFree ben 15; in casa BiAglut ben 5 e via altri….

Ora, rimanere fermi al confronto significherebbe piuttosto essere tendenziosi perché scegliendo il prodotto di un certo brand piuttosto che un altro si lascia già intendere qualcosa al lettore e di contro esaminarli tutti – tranne rare eccezioni – è davvero difficile. A questo poi aggiungo anche che il metodo confronto è ora poco funzionale. Credo sia preferibile prendere in mano il prodotto ed esaminarlo nelle sue peculiarità cercando i punti di forza e i punti di debolezza. Questi ultimi saranno motivazione per il consumatore al non acquisto e di contro spunti di miglioramento o cambiamento per l’Azienda.

Ecco allora che proprio con questa filosofia mi sono divertita – come ai vecchi tempi – a tornare a parlare e a scrivere di prodotti gluten free!!!

Sono passati gli anni ma i nostri prodotti dietoterapici rimangono sempre sul banco degli imputati e per giunta con i soliti capi d’accusa (figura 1). Fermo restando che l’assenza di glutine e/o il rispetto del valore soglia di 20 ppm è un prerequisito che ha subito qualche revisione non sembra esserci nulla di nuovo.. si continua a parlare/sparlare (almeno in alcuni casi) di grassi, zuccheri e altro ancora come se le Aziende non avessero fatto assolutamente nulla se non che studiare nuovi prodotti sempre più simili a quelli convenzionali e poco altro….. A mio modo di vedere non è così!

Volutamente non inizierò dal mio cavallo di battaglia: i grassi ma ora parliamo di fibra alimentare…..Numerosi sono i lavori scientifici che mostrano come un corretto introito di fibra alimentare giornaliero sia in grado di ridurre il rischio di numerose patologie dismetaboliche e/o migliorare alcuni stati quali ad esempio quello di costipazione. Ma … cosa si intende con il termine fibra alimentare? Qual’è il fabbisogno giornaliero? Quali sono le fonti alimentari privilegiate? Perché si accusa il prodotto gluten free di contenerne “poca”… rispetto a cosa?

Recentemente la nomenclatura ha subito delle modificazioni fino a raggiungere l’attuale definizione (dell’American Association of Cereal Chemists e dell’American Academy of Sciences). Non si indicano solo i componenti di natura polisaccaridica presenti nei vegetali, ma anche carboidrati non digeribili e la lignina. La definizione non digeribile include ora molte sostanze quali ad esempio l’amido resistente (resistant starch) e oligosaccaridi che non vengono digeriti dagli enzimi intestinali. Grazie a questa nuova definizione di dietary fiber, recepita anche dalla Comunità Europea, è consentito che il messaggio Con fibre possa essere riportato anche sulle confezioni di alimenti di origine animale e del settore caseario a cui sono stati addizionati l’inulina, oligofruttosi o altri composti che possono essere anche di sintesi.

Le principali multinazionali hanno brevettato così i processi che portano all’isolamento di sostanze diverse e simil-fibre da matrici alimentari diverse. Sono nate così Fibersure®, Litesse®, Citrucell®, Fibercon® e Benefiber®. Negli ultimi anni sono stati immessi sul mercato numerosi prodotti alimentari che contengono questi ingredienti come snack, biscotti, bevande, latti fermentati e perfino il latte.

Chiarito il concetto di fibra rispondiamo al fabbisogno giornaliero. Questo è pari a 25-30g/die per un soggetto adulto in condizioni fisiologiche. Tale quantitativo può essere raggiunto consumando 5-6 porzioni/die di frutta e verdura.

Questi ultimi prodotti vegetali insieme a frutta secca a guscio, ortaggi, erbe spontanee edibili, erbe aromatiche e legumi rappresentano dunque, le principali fonti alimentari di fibra. Non compaiono cereali ne tantomeno derivati quali pane, pasta, pizza e altri.

Alla luce di ciò credo che siate d’accordo con me che non è molto corretto chiedere un discreto apporto di fibra alimentare a pane, pasta, biscotti e altri ancora. Tanto meno se sappiamo essere prodotti trasformati dall’industria perché sappiamo che alla nostra richiesta di fibra l’Azianda risponde aggiungendone di sintesi!

…. aggiungo… perché dire che nei prodotti gluten free c’è meno fibra? Se si, quella nei prodotti convenzionali di che qualità è? Che tipo di fibra è?

Credo che siano sufficienti semplici ma funzionali considerazioni….. In un pane gluten free prodotto dalla dr Schär, troviamo un quantitativo di fibra alimentare pari a 4.5g/100g che diventa 6 quando il pane è ai cereali. Se questi valori li confrontiamo con i valori medi di un pane italiano convenzionale troviamo che la quantità di fibra è 5g/100g e 10g/100g per un pane integrale. Stesso risultato si ottiene se confrontiamo la pasta o la farina (vedi slide). Dunque a me sembra che non ci siano macroscopiche differenze.

Inoltre mi piace sottolineare che nel mercato dei prodotti convenzionali -come spiegato qualche riga sopra- molte multinazionali hanno risposto alla richiesta del consumatore, brevettando fibra di sintesi. Se invece guardiamo attentamente l’elenco degli ingredienti dei prodotti gluten free si vede chiaramente che sono state attuate altre scelte. Prima di tutto sono stati sostituiti gli amidi con le farine ed poi – cosa estremamente importante – c’è una attenta ricerca di materie prime! Grano saraceno, miglio, teff, quinoa, amaranto – naturalmente ben più ricchi di fibra alimentare (vedi slide) – hanno quasi del tutto preso il posto degli storici riso e mais.

A mio avviso, dunque, credo che conveniate con me: quell’aggettivo “scarso” comincia a sbiadirsi! Ma se proprio siete ostinati sostenitori dello scarso quantitativo di fibra potete migliorare. Come? Ecco….

Ad esempio rinverdendo una antica quanto saggia abitudine dei nonni che mangiavano una fetta di pane con un frutto oppure potete scegliere cereali per la prima colazione o biscotti da unire ad una ciotola di frutta oppure pensare un buon piatto di minestrone con crostini di pane oppure pasta e lugumi!

Qui il materiale non solo sulla fibra e che presto commenteremo ancora!

E’ ora di RI-partire!

Si, è proprio ora di RIpartire! Direi di farlo prima di tutto con un grazie a voi lettori, per la pazienza e la costanza accordatami fin qui.

Prendo spunto da una frase di Anton Ego: Per molti versi la professione del CRITICO è facile: rischiamo molto poco pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il loro lavoro al nostro giudizio; PROSPERIAMO grazie alle RECENSIONI NEGATIVE che sono uno spasso da scrivere e da leggere.
Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale.
Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero: ad esempio nello SCOPRIRE e DIFENDERE il NUOVO
.

Anton

In questi mesi tante le novità, tante le riflessioni….. ORA eccomi approdata di nuovo alle mie care pagine di Not Only Gluten Free che esattamente il 30 maggio compirà ben 6 anni!

Occasione/Spunto è stata la giornata di domenica 5 maggio a Desenzano sul Garda – dove grazie alla dr Schar – è stato possibile incontrare un folto-interessato gruppo di farmacisti e titolari di negozi specializzati. Ghiotta occasione per andare a curiosare tra le etichette alimentari di alcuni dei prodotti gluten free. Ma avete visto quanti sono??? Ben 120!

Ne avremo di cose da dire :) e partiremo da qui….

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Aggiungi un “cereale” a tavola che c’è un amico in più!

Non è proprio questo il titolo della ben nota commedia musicale di Garinei e Giovannini, ma calza a pennello con la notizia battuta in questi giorni e che riguarda un cereale gluten free di grande interesse nutrizionale, economico-industriale e sociale. Sto parlando della quinoa.

L’ONU ha dichiarato il 2013 l’anno internazionale della quinoa. E’ da tempo che parlo di quinoa ed ora con piacere ne torno a scrivere perché è uno di quei pseudocereali – descritti nel libro Celiachia e Dieta mediterranea senza glutine – insieme a grano saraceno e amaranto, che stanno riscuotendo grande successo non solo tra i celiaci ma anche tra coloro che amano una alimentazione variata, equilibrata, rispettosa dell’ambiente e soprattutto attenta al corretto utilizzo di tutte le risorse del Pianeta nel rispetto di tutti i suoi abitanti.

http://www.greenme.it/images/stories/Eventi/2013_anno_internazionale_quinoa.jpg

Non è un vero cereale come frumento o mais o orzo ma una pianta della stessa famiglia delle barbabietole e degli spinaci (Chenopodiaceae) di cui però si mangiano i chicchi privati degli strati più esterni. Importante è la sua composizione chimica: amido circa il 60%; ricca di proteine (13.8-21.9%) delle quali si apprezza l’assenza di glutine e la corretta composizione amino-acidica (lisina 5 volte maggiore del grano e aminoacidi solforati peculiari dell’albume, legumi, pesce e pollame), di fibra alimentare e minerali.Può essere utilizzata a colazione con miele o marmellata oppure al posto del riso o del cous-cous mentre seppur può essere sfarinata non si presta a preparazione di prodotti lievitati.

Culturalmente lontana dalle nostre abitudini mediterranee, la quinoa è originaria dell’America centrale. La Bolivia, l’Acuador ed il Perù sono i Paesi che ne esporta in maggiore quantità. Recentemente, dunque è entrata a pieno titolo nel mercato globale. In Italia solo recentemente è facilmente reperibile sugli scaffali della grande distribuzione o die unti vendita del commercio biologico o equo-solidale.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon ha effermato che “È un punto fermo nella dieta di milioni di persone, da migliaia di anni sulle Ande e dati i numerosi pregi ora è pronta a ricevere il riconoscimento globale”. Ma…..

Si, c’è un ma… il recente boom della quinoa, conseguenza della globalizzazione nasconde una insidia legata all’imposizione delle cultivar (varietà) più commerciali, a discapito di quelle locali, che diventano allora a rischio di estinzione. È quanto ha riportato recentemente The Guardian denunciando come il prezzo di questo prodotto sia triplicato dal 2006 al 2011. In particolare a Lima la quinoa è arrivata a costare più del pollo: schiacciando il piede sul pedale del business, si rischia di rendere inaccessibile il prodotto alle popolazioni che lo coltivano da sempre.

Dove sarò …..

Dove sarò finita???? Un blog rimasto silenzioso per così tanto tempo…. può capitare!

Ora riprenderemo pianin-pianino perché alcune novità ci sono e piacevolmente le condividerò! Ricominciamo riprendendo l’agenda in mano e per chi ne avrà voglia e possibilità, ecco un simpatico invito per Venerdì 15 febbraio a Jesi.

Si, queste sono le tematiche che ora mi piace affrontare, dove cerco di dire la “mia” e là dove possibile sempre declinate in versione gluten free!!!

Ecco dunque lo sviluppo del nuovo concetto della gree-blu DIET che a breve presenterò ma per ora nel pensare all’incontro di venerdì sono rimasta colpita dal docu-film realizzato da Stefan Wolf dal titolo A new we.

Sono 10 le eco-comunità presenti in Europa che hanno deciso di vivere in armonia con la natura diventando resilienti (potete curiosare qui ma ne riparleremo!), autosufficienti da un punto di vista alimentare e dicendo no allo spreco, altrimenti noto come consumismo!

Datare l’inizio della diffusione degli eco-villaggi è difficile … qui qualche spunto.. Davis Bonanni invece è il ragazzo che ha dato l’esempio scegliendo di vivere una decrescita felice e avviando il progetto Pecora Nera.

Da qui dunque numerosi spunti per la mia chiacchierata che si inserisce nell’ambito dell’iniziativa lanciata da Caterpillar e dal titolo m’Illumino di meno. Una iniziativa giunta alla sua nona edizione e che ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche dello spreco, del risparmio energetico e non solo, del ri-uso, ri-ciclo…..Simpatico l’inno, buon ascolto

Da nutrizionista illumenista ovviamente parlerò dello spreco alimentare partendo dalla sua corretta definizione, da qualche dato mondiale – europeo ed italiano per arrivare a dare qualche consiglio take-a-way. Avrei piacere che non fossero solo chiacchiere ma che fosse un contributo piccolo ma CONCRETO!

Vi aspetto con un pizzico di emozione ma gioiosa voglia di condividere! Idee, consigli… sempre ben accetti ;)