Dieta senza glutine: odio&amore

L’alimentazione gluten free torna ad essere protagonista di un dettagliato articolo pubblicato in questi giorni su Il Fatto Alimentare, ben nota testata on-line.

Si punta il dito sul suo utilizzo da parte di persone che realmente non ne hanno bisogno, cioè coloro che non manifestano reazioni avverse al glutine. La motivazione del così grande successo che sta riscuotendo e della sua grande popolarità, è dovuta alla convinzione che una alimentazione di questo tipo sia salutare e sia in grado di evitare un volume corporeo che tanto da noia, soprattutto in questo periodo dell’anno: la pancia!

Poco di vero c’è in tutto questo e condivido dunque a pieno titolo quanto dalla giornalista riportato riguardo all’attuazione da parte di chi NON ne ha motivo ma .. si, ci sono alcuni ma che spiegherò!

L’alimentazione gluten free prevede l’uso di prodotti trasformati dall’industria pertanto è bene non abusarne poiché l’azienda , seppur attenta alle materie prime ma soprattutto al gluten free (20 ppm!), non potrà mai offrire prodotti salutari come quelli freschi. Il consiglio rimane e si rinforza: alimentazione mediterranea + prodotti gluten free solo dove necessario, cioè pasta e poco altro!

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Da questa base spiego i miei ma … si legge: […] La dieta senza glutine è dunque l’unica scelta possibile per chi soffre di questi disturbi ma presenta diversi lati negativi. Infatti se in teoria dovrebbe portare a un calo di peso, perché vengono eliminati alimenti ricchi di carboidrati come pane e pasta …

NON credo sia molto vero … nel momento cui il celiaco viene diagnosticato e inizia l’alimentazione gluten free in genere prende peso piuttosto che perderlo. Il prendere peso è conseguente non all’utilizzo di cibi più calorici e di scadente qualità nutrizionale, quanto piuttosto è dovuto al fatto che la mucosa intestinale , in particolare i villi, si ristrutturano e tornano alla loro funzione garantendo così un ripristino della salute del soggetto stesso. Se il soggetto abusa dei prodotti trasformati può passare al sovrappeso fino a raggiungere l’obesità tanto quanto avviene in un soggetto ‘non celiaco’. I prodotti trasformati dall’industria sono per tutti nocivi! Se non ricordo male per tali prodotti è stato coniato il termine di cibo spazzatura

Si legge ancora … […] Diversi studi hanno dimostrato che i celiaci a dieta senza glutine da lungo tempo possono andare incontro a carenze di micronutrienti, come le vitamine del gruppo B, il ferro, il magnesio, l’acido folico e anche la fibra proprio perché maggiormente presenti negli alimenti che vanno esclusi. […]. A lungo andare, una dieta priva di glutine può aumentare il rischio di patologie cardiovascolari, sindrome metabolica e osteoporosi.

Qui scatta il mio secondo ma … perché mettere questi fiori all’orecchio del celiaco?
La carenza di quei micronutrienti citati si verifica in qualsiasi soggetto che non mangia adeguate quantità di frutta – verdura – ortaggi – legumi , cioè prodotti vegetali! Il rischio di patologie cardiovascolari o obesità o osteoporosi non è certo aumentato perché mangia gluten free quanto piuttosto perché c’è predisposizione familiare o c’è una alimentazione non adeguata associata ad uno stile di vita non corretto.

Scienziati ed esperti della nutrizione da anni ormai ripetono quanto possa essere dannoso l’uso/abuso del cibo spazzatura (junk food, ricordavo bene!) così definito in quanto apporta un introito eccessivo di zucchero, grassi e sale con serie ripercussioni sulla nostra salute. Dunque il prodotto gluten free non è da additare più di un prodotto convenzionale.

Il terzo ed ultimo ma scatta qui … Insomma, l’argomento non è chiaro ai più e le industrie se ne approfittano. La dieta gluten free fa parte del fenomeno health-halo, cioè la scelta di prodotti considerati salutari basandosi solo sulle apparenze.

Mi sembra ci sia veramente una distorsione! E pur ammettendo che l’argomento non è chiaro ai più … a mio modo di vedere così facendo si aumenta la confusione e si instillano dubbi anche a chi sicuro è, perché celiaco. Sono piuttosto convinta che tutti possiamo dare il nostro importante contributo facendo chiarezza con semplicità e scientificità.

– L’alimentazione gluten free è unica terapia per chi vive reazione avverse al glutine.
– Una corretta alimentazione gluten free permette il ripristino dello stato di salute, dopo corretta diagnosi.
– L’alimentazione senza glutine prevede un corretto utilizzo di prodotti trasformati dall’industria (pasta soprattutto) e un buon quantitativo di prodotti freschi naturalmente gluten free.

Questa è la mia opinione e … grazie a Giulia Bottaro per l’ottimo spunto offerto!

La celiachia vien … d’estate

Un gruppo di ricercatori dell’Unità Operative di Epato-Gastro e Nutrizione e di Patologie Epato-Metaboliche del Bambino Gesù di Roma e di Gastroenterologia dell’Università di Bari, ha recentemente pubblicato su European Journal of Pediatrics i risultati di uno studio il cui obiettivo era verificare se la stagione – meglio il mese – di nascita può essere associata ad una maggiore probabilità di sviluppare celiachia.

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La risposta è affermativa!

Un dato curioso ma piuttosto allarmante quello che evidenzia come i bambini nati nei mesi estivi abbiamo maggiori probabilità di sviluppare questa patologia.

Lo studio ha visto la formazione di due squadre: il primo gruppo costituito da 596 bambini celiaci nati negli anni 2003-2010 vs il secondo gruppo di controllo formato da 439.990 bambini NON celiaci nati negli stesi anni e nelle stesse città dei primi.

La valutazione finale ha mostrato una prevalenza del numero delle nascite di pazienti celiaci nella stagione estiva (28,2%) rispetto al gruppo di riferimento (23%). Inoltre stratificando il campione per sesso ed età è stata confermata l’associazione tra celiachia e nascita nei mesi estivi aggiungendo la predominanza nelle bambine 28.6% vs 22.6%.

Conclusione dello studio è che i bambini nati nel periodo estivo hanno un più alto rischio di sviluppare celiachia. Questa la motivazione addotta …

[…] summer-born infants are introduced to complementary feeding (gluten) in winter, when the rotavirus infection is at its hightest peak; this may be the link between season of birth and development of celiac disease.

«Il possibile link tra stagione di nascita e sviluppo di celiachia, in soggetti geneticamente predisposti – spiega la dottoressa Antonella Diamanti, gastroenterologa e responsabile della Nutrizione Artificiale del Bambino Gesù – potrebbe essere rappresentato dalla concomitanza tra la prima introduzione del glutine (consigliata dai pediatri in genere a 6 mesi di età e quindi tra novembre e gennaio nei nati in estate) con il periodo di maggiore probabilità di esposizione ad infezioni gastrointestinali virali acute da Rotavirus. Alcuni studi epidemiologici, infatti, hanno evidenziato che un alto tasso di infezioni da Rotavirus può incrementare il rischio di sviluppare la malattia celiaca in soggetti geneticamente predisposti.

E voi quando siete nati? … dunque attenzione!

Studio davvero interessante che offre ottimi spunti di riflessione per una buona strategia di prevenzione della celiachia. Buona lettura!

Fonte: Impact of the birth’s season on the development of celiac disease in Italy.

Celiachia e Dieta Mediterranea senza glutine

Questo il titolo del libro che porta l’indimenticabile (almeno per me!) data: settembre 2011, la data della I edizione.

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Grazie alla paziente e buona volontà di Maddalena Agnella di FREEl’arte di vivere senza glutine, si torna a parlare di lui

Il libro nato da un’opportunità offerta dal Prof Enrico Bertoli, direttore all’epoca dell’Istituto di Biochimica dell’Università Politecnica delle Marche, e dal Prof Lucio Lucchin, all’epoca Presidente ADI, ha visto poi la fiduciosa accoglienza del Pensiero Scientifico Editore nella persona di Luca De Fiore – direttore generale – e di Bianca Maria Sagone – redazione volumi.

L’avventura di scrivere è stata condivisa con Gianna Ferretti ma in queste righe c’è il mio sapere come ricercatrice, come specialista in scienze dell’Alimentazione e … come celiachia.

Si, proprio così come celiaca arrivata alla diagnosi in età adulta dopo essersi sentita pontificare dai grandi luminari del sapere della gastroenterologia e dell’ematologia , che non avrei mai visto crescere il frugoletto che avevo tra le braccia. Quel fagottino bruno dagli occhi profondi si chiama Andrea, all’epoca aveva 4 mesi ed oggi ha ben 16 anni e … serenamente sono ancora sua compagna di avventura!

Beffardamente e ironicamente il mio ginecologo – dr Marcello Chindamo – prescrisse l’anti-gliadina, l’anti endomisio e l’anti trasglutaminasi e … tutto si sciolse come neve al sole ☺

Gioiosamente celiaca e orgogliosamente autrice di un libro che ancora oggi a circa 5 anni dalla sua stesura, è attuale e innovativo … festeggio così il compleanno della mia diagnosi (29 luglio 1999) e vi auguro: buona lettura!

La dieta senza glutine fa male!

Bene!
Iniziare la giornata con la lettura di NOTIZIE … interessanti e foriere di buon umore è bello!

Celiaca un pò datata – circa 16 anni ormai dalla diagnosi – e paziente consapevole che la dieta gluten free è l’unica terapia, stamane trova scritto che questa stessa dieta alla lunga può provocare danni al fisico[…] diciamo che suscita in me alcune perplessità e un certa reazione orticarioide ☺

Tutti pronti a gridare allo scandolola dottoressa è la solita polemicanon si è resa conto che il giornalista voleva spaventare chi la realizza senza motivo

Si, Vi ringrazio … avevo capito ma … Ma sostengo comunque che seppur vero che la dieta gluten free sta diventando una moda e duqnue bisogna far qualcosa per arginare il dilagare della domanda di prodotti gluten free, è altrettanto vero che dobbiamo rispettare e ricordare il grande ed importante valore che la stessa dieta ha come terapia.

Il numero di soggetti -né celiaci né tantomeno sensibili al glutine- che realizzano una alimentazione priva di glutine sta aumentando a dismisura sia in Italia che in altri Paesi. E’ infatti stato attribuito a questo tipo di alimentazione un potere magico, quello di far dimagrire e togliere la pancia!

A fronte di ciò credo che per sfatare tale mito NON sia corretto battere notizie tendenziose del tipo appunto: “alla lunga una dieta senza glutine può provocare danni al fisico” e continuare rincarando la dose “Una dieta gluten-free può portare nel tempo a carenze di micronutrienti, come pure ad un aumento del rischio di patologie cardiovascolari e osteoporosi

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Credo che non se ne giovi proprio nessuno! Chi attua un’alimentazione senza glutine perché malato si mortifica/preoccupa in quanto sa di non avere alternative mentre e chi ha deciso di seguire la stessa per togliere la pancia continuerà a farlo perché deve superare la prova costume!

I global-shocks non servono … piuttosto vale fare corretta informazione!

L’alimentazione senza glutine è terapia per il celiaco e per chi vive la sensibilità al glutine non celiaca. Questa prevede l’uso quotidiano di prodotti trasformati dall’industria e studiati appositamente per garantire pasta, pane e pizza sicuramente senza glutine (più corretto 20 ppm). Accanto a questi prodotti si utilizzano tutti gli alimenti previsti dall’Alimentazione Mediterranea, freschi e naturalmente privi di glutine quali verdura, frutta, legumi, pesce, latticini, uova, pollame e carne.

Chi invece vuole perdere peso o diminuire il volume del proprio addome, deve seguire un alimentazione in cui si pone grande attenzione alle porzioni e all’apporto di carboidrati, che dovrà essere ben distribuito e ben bilanciato. Tutto ciò darà più successo se accompagnato da una costante e quotidiana pratica del movimento.

Tutto qui: semplice – vero e chiaro!

Olio di palma: si o no?

È diventato l’imputato numero 1 e sta tenendo ormai da lungo tempo l’attenzione dei più grandi esperti nutrizionisti, opinionisti e insomma … un pò tutti e ovunque si parla di lui quasi come uno di quei tormentoni estivi, che tutti canticchiano!

L’opinione pubblica è ormai schierata e così anche, buona parte degli esperti in materia: unanimemente dichiarano guerra all’olio di palma. Le motivazioni sono due: fa male all’uomo e fa male al Pianeta. Di tutto ciò ho deciso di parlarne qui perchè anche chi acquista i prodotti in farmacia – il celiaco! – seppur definiti dietoterapici non è salvaguardato!

VERO, dunque qualche considerazione va pur fatta, perché … c’è chi parla bene dell’olio di palma. Molto di parte, lo ammetto!

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L’olio di palma ha una composizione chimica molto simile al burro … allora hanno ragione!

L’olio di palma è simile all’olio di oliva, è infatti un olio vegetale ottenuto dalla spremitura di drupe di alcune varietà di palma che crescono in Camerun, Costa d’Avorio , Ghana , Liberia, Nigeria , Sierra Leone , Togo e nella regione equatoriale di Angola e Congo … allora hanno ragione!

No, fermi (!)
Ora … lungi da me dal voler ripetere una storica – datata quanto sacra scena… Gesù o Barabba né tantomeno serve tuonare crocifiggilo! … crocifiggilo! … dobbiamo solo capire ☺

Si è vero, l’olio di palma è un grasso di origine vegetale, ottenuto per spremitura di frutti ed è anche vero che la sua composizione chimica lo porta ad essere molto simile al burro in quanto è ricco di acidi grassi saturi quali palmitico, stearico e laurico. Ma ciò, non lo scagiona.

Rimane il fatto che è un grasso pericoloso quando se ne abusa.

Lo troviamo in particolare come ingrediente di numerosi prodotti confezionati quali biscotti, merendine, snack salati, piatti pronti, alimenti per l’infanzia e molto altro ancora fino alla suprema Nutella!

Gli effetti negativi sulla salute sono legati all’eccesso di consumo, infatti ben noti ormai sono gli effetti degli acidi grassi saturi sul buon funzionamento dell’apparato cardio-circolatorio e sull’innalzamento dei grassi circolanti quali trigliceridi e colesterolo. In realtà noti sono anche gli effetti sull’obesità – diabete – cancro (???). Dunque dovremmo farne un uso moderato … cosa al quanto difficile vista la sua dilagante diffusione.

Perché l’industria lo usa se c’è il burro, suo analogo e meno nocivo per l’uomo?
Intanto diciamo che l’industria ha bisogno di grassi saturi perché questi danno consistenza e struttura ai prodotti a differenza dei grassi insaturi e liquidi; ma … ci sono almeno 3 altri motivi:
– perché ha un costo nettamente inferiore;
– perché è praticamente insapore, e aggiunto alle preparazioni non ne altera la gradevolezza;
– perchè garantisce una conservabilità maggiore dei prodotti, per la sua maggior resistenza alla temperatura e all’irrancidimento.

L’uso è poi diventato abuso quando l’WHO e OMS hanno dichiarato aperta la guerra ai grassi idrogenati, composti principali delle famose margarine. In tal senso l’utilizzo dell’olio di palma è giustificato per evitare che nei prodotti ci sia il peggio!

A ciò però c’è da aggiungere gli effetti negativi sulla salute del Pianeta e … qualche considerazione a carattere etico!

Ci sono, e sono innegabili (1).

La coltivazione delle palme da olio comporta una massiccia deforestazione con conseguenze sulla biodiversità; sull’emissione di gas serra; lo stravolgimento dell’assetto idrogeologico del territorio.

Si aggiungono anche considerazioni di carattere etico: espropriazione dei contadini dalle proprie terre, di deportazione di interi villaggi, di sfruttamento, di totale assenza di condizioni di sicurezza sull’ambiente di lavoro.

Emerge dunque un problema davvero complesso sul quale ad onor del vero a tutt’oggi nessuna Istituzione o Organizzazione nè la stessa comunità scientifica ha espresso un parere completamente negativo e unanime e definitivo e categorico in attesa di valutazioni accurate. E noi?

A noi cittadini spetta rimanere in uno stato di vigilanza consapevole senza prendere posizioni stile Gesù-Barabba! quanto piuttosto documentarci e agire in scienza e coscienza.
Per essere concreti? Significa che nella nostra quotidianità possiamo/dobbiamo fare acquisti consapevoli, che tradotto nella pratica quotidiana della spesa, significa scegliere il meno possibile prodotti confezionati e trasformati dall’industria e quando non ne possiamo fare a meno leggere attentamente le etichette e limitare il consumo di prodotti che contengono olio di palma.

Buoni acquisti consapevoli e buona lettura e ascolto di notizie!

Dall’uovo una soluzione per la celiachia

Titolo un pò … particolare, vero?
Sarà … l’uovo di Colombo per la celiachia?

No, nulla di tutto ciò quanto piuttosto un nuova ricerca che porta l’attenzione su: uovo&celiachia. Alcuni componenti dell’uovo sembrano giocare un ruolo favorevole per il soggetto celiaco, questo quanto emerge da una recente ricerca dal sapore americano.

E’ Hoon Sunwoo, docente di scienze farmacologiche e ricercatore dell’Università di Alberta che propone una pillola. Si, una pillola che il celiaco potrà assumere 5 minuti prima del pasto a rischio glutine.

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Non è un farmaco MA un medicinale che permette di consumare cibi contenenti glutine senza causare le peculiari reazioni che medici e pazienti conoscono!

… permette o permetterà? … e poi … cosa c’è in questa pillola?

Permetterà in quanto siamo ancora in fase di sperimentazione anche se il ricercatore è fiducioso e sostiene che a breve sarà commercializzata.

Chiarendo la composizione della pillola sveliamo che si utilizzano gli anticorpi contenuti nel tuorlo dell’uovo per ricoprire il glutine, in modo che possa semplicemente attraversare l’organismo senza creare problemi. Ingerita prima del pasto incriminato si avrebbe, così una protezione di circa 2 ore dagli effetti del glutine.

Queste le parole di Sunwoo …
Non si tratta di una soluzione per trattare o curare la malattia celiaca in quanto la dieta senza glutine resta l’unica terapia, ma si potrà migliorare la qualità della vita e facilitare la socializzazione

Volete una mia impressione … mi conoscete come persona entusiasta e curiosa ma questa volta a me non convince! C’è sicuramente una dose di stanchezza dovuta al fatto che ormai troppe ricerche promettono pillole o vaccini o altre diavoleria!
A seguire poi lunghi silenzi …certo, so bene che la ricerca ha tempi ciclopici ma …

Allora dico che… preferisco la mia dieta gluten free a stampo mediterraneo che predilige alimenti di origine vegetale freschi, di stagione e colorati

Da gluten free a Gluten Friendly!

Ecco la prima novità discussa ad EXPO 2015 il 10 luglio presso Piazza Irpinia con la professoressa Carmen Lamacchia.

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E’ un metodo davvero innovativo che permette di rendere il glutine amico di tutti coloro che vivono reazioni a lui avverse, in primis i celiaci. A parlarne è stata la stessa ricercatrice autrice ed ideatrice del metodo e del lavoro di ricerca che a portato ai risultati pubblicati fino al brevetto.

In che cosa consiste l’assoluta novità rispetto agli esperimenti scientifici fin ora effettuati per migliorare la condizione alimentare dei celiaci?
E’ la domanda che subito è scattata per capirci di più e meglio ☺

Con estrema semplicità e precisione scientifica la ricercatrice, che lavora presso l’Università di Foggia, spiega che il metodo è rivoluzionario perché NON utilizza enzimi microbici né modifica il sapore e fragranza degli alimenti.

… ma allora?

Allora … i cambiamenti, a cui sono state sottoposte le proteine del glutine sono semplicemente il frutto di un trattamento chimico-fisico applicato sulla granella (seme) prima della molitura. La granella di frumento rappresenterebbe il cuore della soluzione al problema della celiachia in quanto, nel seme di frumento, il glutine non è ancora formato e le sue proteine sono depositate in piccole “cellette” che consentirebbero, in presenza di acqua ed elevate temperature, i cambiamenti necessari per produrre il Gluten Friendly.

e continua …

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Tale trattamento non influenza negativamente le proprietà tecnologiche delle farine che formano l’impasto, permettendo, quindi, la preparazione di prodotti assimilabili per gusto ed aspetto a quelli comunemente utilizzati nell’alimentazione Mediterranea e destinati non solo alla fascia di popolazione affetta da intolleranza al glutine ma anche a tutta la restante popolazione.

A questo punto non resta che rivolgere un sentito in bocca al lupo alla solare ricercatrice affinchè tutto trovi applicazione a livello industriale per sfornare (mai termine fu più ficcante!) prodotti gluten friendly!

Grano o Sistema Immunitario?

Oggi Vi lancio una provocazione!

[…] la dieta occidentale ricca di grassi e zuccheri, sempre più riconosciuta come pro-infiammatoria, è in parte responsabile. Ma qualunque sia la risposta finale, sappiamo che c’è un problema molto reale: il sistema immunitario dell’uomo contemporaneo sembra essere andato in tilt. Forse dovremmo smettere di chiederci cosa c’è di sbagliato nel grano e iniziare a chiederci cosa c’è che non va in noi.

E aggiungo anche un video …

Per me è estremamente interessante e ricco di spunti di riflessione su una verità per troppo tempo taciuta! I tempi sono maturi per cambiare, cioè basta parlare di grano, di modifiche genetiche a carico di questo cereale e altre diavolerie quanto piuttosto è ora di pensare al nostro sistema di difesa che non è più in grado di rispondere correttamente ai tanti/troppi/errati stimoli la cui fonte sono gli alimenti che quotidianamente entrano nei nostri menù.

Voi cosa ne pensate?

Novel Food e Celiachia: 10 luglio

Mancano davvero pochi giorni al 10 luglio e dunque si comincia a delineare sempre meglio quella che sarà la scaletta dei due momenti previsti.

Ecco qualche dettaglio e … curiosità (ovviamente scientifica!) sui relatori.

Dove? A piazza Irpinia, uno spazio davvero importante. Questo quanto si legge nella presentazione: E’ stata la Camera di Commercio di Avellino, unica in Italia, che ha deciso di occupare in maniera permanente per tre mesi uno spazio istituzionale di massimo rilievo. Lo scopo è presentare al mondo il territorio irpino inteso come un sistema complesso e variegato fatto di un mix di globale e locale. L’Irpinia, orgogliosamente a Sud ma anche diversamente a Sud.L’Irpinia così ricca di sfumature, di prezioso talento, di creatività, di sana imprenditoria, di eccellenza eno-gastronomica e non solo.

Noi saremo ospitati proprio in questo spazio!

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Quando? Il 10 luglio, come già più volte detto, alle ore 11.00 e alle ore 18.00.

Di cosa si parlerà? Si parlerà di Novel Food e Celiachia e il carattere/stile dei due momenti previsti sarà quello di un ‘salottino scientifico-culturale‘. I relatori presenteranno i propri argomenti di ricerca per essere successivamente pronti a rispondere alle domande del pubblico e/o creare interazioni costruttive con gli altri relatori che siederanno al salottino.

Perché? Lo scopo è fare chiarezza e portare l’attenzione sulle tante novità che riguardano l’alimentazione gluten free, a tutt’oggi terapia indiscussa per la celiachia e altri disturbi glutine correlati.
L’intento è quello di rendere questo momento vivace e dotto! ma sopratutto costruttivo, efficace ed efficiente per chi verrà in questo momento che giunge al termine del mese di giugno, mese dedicato alla informazione e sensibilizzazione su celiachia e disturbi glutine correlati e … di notizie ne stiamo sentendo veramente tante! Il linguaggio sarà chiaro-divulgativo e scientificamente corretto e take home messagges appropriati e innovativi saranno lasciati a tutti i partecipanti.

Chi sono i relatori? Bhè i relatori sono davvero punte di diamante della ricerca e della clinica italiana! Di seguito il programma:

Novel food e celiachia: le tecnologie ore 11.00:
Giuseppe Di Fabio – Presidente Federazione AIC; Marco Gobbetti – Università di Bari; Mauro Rossi – CNR Avellino; Carmela Lamacchia– Università di Foggia; Marcello Ferrarini – show cooker e Daniele Bossari – testimonial.

Novel food e celiachia: le evidenze cliniche ore 18.00
Rossella Valmarana – Presidente AIC Lombardia; Antonio Picarelli – Università di Roma; Luca Elli – Policlinico di Milano; Luigi Greco – Università di Napoli; Marcello Ferrarini – show cooker; Daniele Bossari – testimonial

A me spetta invece la moderazione di questi due intriganti e particolari quanto stimolanti momenti. La motivazione si annida nei miei ruoli di web-blogger – 10 anni ha compiuto Not Only Gluten Free – e di Health Zen Coach Specialista in Scienze dell’Alimentazione :)

A presto per qualche spigolatura/anticipazione su relatori&temi che affronteranno!

Sovrappeso-Obesità e celiachia

Sicuramente è una disattenzione della scrivente … Questo titolo NON è possibile!

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1500 bambini di età compresa tra 2 e 24 anni con un denominatore comune: un peso oltre la norma. Questa è la popolazione oggetto di studio dei ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma sulla quale è stato possibile valutare il nuovo binomio sovrappeso e celiachia.

Storicamente sappiamo bene che i sintomi della celiachia in età pediatrica sono: perdita di peso, diarrea, arresto della crescita, sottopeso … Sintomi -questi elencati- legati ad un malassorbimento causato dalla destrutturazione peculiare a carico dei villi in seguito ad ingestione di glutine. Tutto ciò oggi viene confutato dallo studio recentemente pubblicato su Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition a firma della dottoressa Nenna.

I ragazzi oggetto di studio, sono stati sottoposti a test sierologici peculiari per la celiachia e quando necessario a biopsia intestinale. 17 i casi di diagnosi, dato che ha inoltre confermato la prevalenza di celiachia nella popolazione generale, cioè l’1%

Dallo studio è emerso che non più solo diarrea, gonfiore e dolore addominale, costipazione ma anche sovrappesoobesità, stanchezza immotivata o frequente, irritabilità e scarsa capacità di attenzione sono campanelli di allarme per un pediatra e/o medico di medicina generale attento.

Sicuramente più facile diventa se a questi sintomi si associa anche anemia da carenza di ferro e la familiarità alla patologia.

Intrapreso il corretto iter diagnostico e arrivati a diagnosi si inizia una alimentazione gluten free.

Ma … a questo punto una freccia scocca dall’arco del nutrizionista attento!
Se i principali capi d’accusa degli alimenti gluten free sono eccesso di zuccheri semplici, di grassi di dubbia quanto scarsa qualità nutrizionale e di scarso apporto di fibra alimentare … come si può controllare il peso di tali bambini che già sono in sovrappeso pur avendo una condizione di malassorbimento?

Il colloquio/confronto con un professionista dell’alimentazione è determinante!

La cosa più importante è riportare alla normalità l’assorbimento intestinale perché questo significa portare il soggetto in salute – mindfulness. Al contempo è importante impostare una alimentazione ed uno stile di vita adeguati, cioè atti a garantire il ritorno alla condizione di normopeso grazie ad un piano autodeterminato in cui si prevedono pratiche quotidiane volte alla corretta alimentazione gluten free, al sano stile e alla consapevole cura di sé.

Fonte: Nenna R et al. Coeliac disease screening among a large cohort of overweight/obese children. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2015 Mar;60(3):405-7